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    <title>EL(USA)'s blog</title>
    <description>EL(USA)'s blog</description>
    <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/</link>
    <pubDate>Wed, 8 Apr 2026 08:20:02 GMT</pubDate>
    <generator>World Nomads Adventures</generator>
    <item>
      <title>New York! New York!</title>
      <description>&lt;p&gt;Avete presente quel vecchio film con Renato Pozzetto, il "ragazzo di campagna", quando lui si presenta ad un appuntamento in centro col trattore?&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ecco. Quello &amp;egrave; l'effetto che fa passare dalla mia citt&amp;agrave; negli Usa a New York.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La cosa &amp;egrave; andata cos&amp;igrave;. Parto mercoled&amp;igrave; scorso e gi&amp;agrave; il viaggio &amp;egrave; un'avventura: manco per un soffio l'uragano Sandy (davvero un soffio: era l&amp;igrave; meno di una settimana prima) ma in compenso volo l&amp;igrave; esattamente il giorno della tempesta di neve. Il mio volo &amp;egrave; l'ultimo sull'areoporto di LaGuardia prima che tutti gli altri siano cancellati per maltempo. Passiamo 30 minuti abbondanti a volare in tondo sull'areoporto. Non si vede niente. Ma davvero, NIENTE. La chicca &amp;egrave; poi il colpo di vento che momentaneamente ruota l'aereo di 90 gradi. Il tutto &amp;egrave; velocissimo per&amp;ograve;..che paura..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'arrivo a NY &amp;egrave; scioccante: la citt&amp;agrave; &amp;egrave; completamente coperta dalla tempesta di neve. Per&amp;ograve; la prima impressione &amp;egrave; da togliere il fiato. La guardi e dici: wow, ma sono davvero qui? Il mio albergo &amp;egrave; nella parte bassa di Manhattan: per "soli" 140$ a notte ho una singola pulita, ma minuscola, a due passi dall'universit&amp;agrave;. [Ora, in realt&amp;agrave; &amp;egrave; davvero un prezzo economico: gli affitti e i prezzi di NY (e di Manhattan, soprattutto) sono allucinanti.]&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La stanza d'albergo &amp;egrave; persino decente, se non fosse che alle 10:30 quando torno in camera dopocena trovo un lago sulla moquette. Il termosifone perde acqua. Molta. Chiamo la reception e viene il ragazzo che si occupa dei termosifoni. Ovviamente, quando lui entra in camera, per la legge di Murphy il termosifone non perde pi&amp;ugrave;. Ad ogni modo, vede l'acqua, gli spiego la situazione e lui mi fa: "&amp;egrave; normale". Vabb&amp;egrave;. Mezzo litro d'acqua sul pavimento a intervalli regolari e lui dice che &amp;egrave; normale. Provo a mettermi a letto. E allora passiamo alla fase 2: il rumore. Il termosifone evolve in questo modo:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;1) diluvio-tregua-diluvio&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;2)diluvio-CASINO APOCALITTICO-diluvio-CASINO APOCALITTICO-tregua-etc..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Richiamo il ragazzo dei termosifoni. Anche il casino apocalittico &amp;egrave; normale. "Prova a chiuderli un po'", mi dice. Provo a chiuderli un po'. La maniglia &amp;egrave; bloccata. (sembra un film di Fantozzi ma va davvero cos&amp;igrave;). Ri-ri-chiamo il ragazzo dei termosifoni. Per piet&amp;agrave; (o per esasperazione) finalmente mi cambiano stanza e la serata procede tranquilla.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Albergo a parte, l'impressione che ho avuto di Ny &amp;egrave; stata spettacolare: &amp;egrave; impressionante come un posto possa essere cos&amp;igrave; grande e sembrare cos&amp;igrave; vivibile allo stesso tempo. In 3 giorni ho mangiato: messicano-indiano-venezuelano-vegetariano. Tutto buonissimo. A differenza della mia citt&amp;agrave; Usa c'&amp;egrave; gente in giro anche la sera, c'&amp;egrave; un'aria enorme di attivit&amp;agrave;, di vita. Il secondo giorno sono riuscita ad andare a Central Park. In metro ci si muove molto facilmente (sono riuscita persino io..) Il parco era chiuso per il maltempo, ma vederlo anche da fuori, coperto di neve, lascia senza fiato. Quest'oggi poi ho realizzato un sogno di una vita: fermare un taxi al volo come nei film, agitando un braccio in mezzo alla strada :-)&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E poi...con 2 ore e passa di ritardo sul volo &amp;egrave; finita l'avventura newyorkish. E ora...si ricomincia la vita "nel Borgo".&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/91843/Italy/New-York-New-York</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Sat, 10 Nov 2012 13:26:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Back in the US</title>
      <description>&lt;p&gt;Contrariamente ad ogni previsione..rieccomi qua! Dopo pi&amp;ugrave; di un mese finalmente torno ad aggiornare il blog.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questa volta voglio parlare di controlli di sicurezza negli areoporti. Quelli italiani, ovviamente, sono i pi&amp;ugrave; superficiali. In Olanda ti chiedono di tirare fuori dallo zaino non solo il computer (com'&amp;egrave; la prassi dappertutto) ma anche tutti gli oggetti elettronici. Ora, non so se sono stata chiara ma TUTTI GLI OGGETTI ELETTRONICI sono un'enormit&amp;agrave; di roba. Basta pensarci un attimo: cellulari+caricabatterie (3+3 nel mio caso), macchina fotografica, hard disk esterni (2), laptop e caricabatterie, adattatore per il proiettore, cavi vari, lettori di ebooks, ipod, etc,etc,etc...per fortuna per ben due volte me la sono cavata "per intimidazione". La prima volta, in viaggio per l'Italia dopo un volo transoceanico di notte completamente insonne ho convinto la guardia che io avrei tirato fuori ogni cosa dallo zaino ma che ci avrei messo una buona mezzora e sarebbe stata sua la responsabilit&amp;agrave; della coda che si sarebbe formata. Ha funzionato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La seconda volta, pochi giorni fa, gli ho fatto l'elenco di tutte le cose elettroniche che avevo con me. Ha funzionato di nuovo. La cosa divertente &amp;egrave; stata quando gli ho parlato del regalo di Luca: i guanti-auricolare blutooh. In pratica sono un paio di guanti invernali apparentemente normalissimi, se non fosse che sul guanto sinistro ci sono 3 tasti. Con questi si possono collegare i guanti al cellulare e rispondere al telefono direttamente dai guanti usando il pollice sinistro come cornetta e il mignolo come microfono. La guardia, dopo 10 minuti di descrizione dei guanti mi fa "Wow!! Cool!", mi chiede dove li ho comprati e mi fa passare..&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Del resto viaggio tranquillo, a parte il bambino di circa un anno seduto con suo pap&amp;agrave; nel sedile dietro al mio. Le 9 ore di viaggio sono passate come segue:&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;pianto-calcio nel sedile-tirare il sonaglino in terra-pianto-tirare il sonaglino in terra-pianto-camminata gattoni in terra-staccare gli auricolari per vedere il film alla signora davanti a me-pianto-pianto-calcio sul sedile-tirare i miei capelli-rimprovero mio al padre-pianto-calcio nel sedile-tirare il sonaglino in terra......&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;....e cos&amp;igrave; per 9 lunghissime ore. Ma tant'&amp;egrave;, sono arrivata. E mercoled&amp;igrave;.. si riparte per NY.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/91715/Italy/Back-in-the-US</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Mon, 5 Nov 2012 09:34:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Cimici attack</title>
      <description>&lt;p&gt;30 settembre 2012: secondo giorno di guerra contro le cimici. Per fortuna, per ora, nessun segno del nemico ma mantengo alta la sorveglianza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tutto è iniziato ieri: con altri due ragazzi abbiamo noleggiato per 3 ore un'auto da zipcar e siamo andati a far spesa. A parte l'alzataccia di sabato (appuntamento alle 8:30) fin qui tutto ok. Con la macchina è tutta un'altra cosa: ho fatto scorta d'acqua (in comode confezioni da 8 bottiglie, 4 litri ciascuna), comprato una lampada da terra (almeno smetto di cenare al buio, visto che nella sala da pranzo non ho un lampadario), un aspirapolvere,etc,etc..insomma, ho iniziato a sfruttare il mio primo stipendio. Alle 11:30 arrivo a casa e trovo la sorpresa: una decina di cimici che passeggiano tranquillamente sulla finestra del salone. Scatta l'offensiva: assieme ad un altro ragazzo le imprigioniamo ad una ad una e le liberiamo fuori, poi inizio a prendere contromisure. Ho passato mezza giornata di ieri a rivestire col nastro isolante tutti gli infissi delle finestre (a quanto pare si infilavano da lì, anche gli altri ragazzi nel mio palazzo hanno avuto lo stesso problema)...speriamo che funzioni.. :-(&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/90564/Italy/Cimici-attack</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Mon, 1 Oct 2012 03:58:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Ma.. le lavatrici sognano pecore con l'ammorbidente?</title>
      <description>&lt;h3&gt;L'insostenibile pesantezza del latte e altri racconti.&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;Una cosa di cui non ho ancora scritto sono le &amp;quot;confezioni maxi&amp;quot; che si trovano nei supermercati. Come in Italia vendono le confezioni-famiglia qui si trovano le confezioni-squadra-di-football-molto-affamata: le offerte migliori si hanno comprando 10 uova, 12 petti di pollo completamente disossati, un gallone (3 litri e mezzo) di latte, e amenità del genere. Per risparmiare davvero bisogna far spesa grossa in macchina o, comunque, NON andare e tornare in autobus (come faccio io).&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La prima volta in cui ho fatto spesa negli Usa (ormai ben 3 settimane fa) ho provato a sovrapporre un weekend-latte con un weekend-spesa di parecchie altre cose. La scena è stata più o meno questa: con un'esperienza da giocatrice di Genga provetta dispongo le buste sul carrello in maniera tattica e mi avvicino alla fermata segnalatami da google maps. Peccato che il carrello avesse un meccanismo di bloccaggio programmato per attivarsi esattamente un paio di metri prima della fermata suddetta e peccato che google maps non mi segnalasse QUELLA fermata, ma una un centinaio di metri dopo. Per cui, col carrello bloccato in mezzo alla strada, inizio l'epico travaso di verdure, latte, etc nello zaino. Ora, per quanto si desideri altrimenti, lo spazio dello zaino è finito e sa di esserlo: dopo un po' la spesa non c'entrava più. Provo a trasportare le buste rimaste a mano: faccio tre passi e iniziano a spaccarsi i manici. A quel punto, la decisione: torno indietro al carrello bloccato, imploro il commesso del supermercato e mi faccio aiutare a tornare dentro al supermercato. Qui, faccio scorta di buste di stoffa (in grado di reggere un gallone di latte) e baldanzosamente riparto verso la fermata. Faccio i 100 metri che mi separano dalla fermata segnalatami da google maps facendo una fatica boia. Ogni due o tre minuti un qualche americano mi incrocia e mi fa: &amp;quot;How are you doing?&amp;quot;. (Ora, sto morendo di fatica, trasporto 20 chili di roba ed è mezzogiorno: secondo te come sta andando?) Alla fine, stoicamente, prendo il bus e arrivo a casa. Morale della favola: fatti mandare dalla mamma a prendere il latte, ma assicurati di riuscire a trasportarlo a casa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un'altra cosa insolita è la questione delle lavatrici: per motivi ancora a me oscuri le lavatrici sono tipicamente non dentro casa, ma nel seminterrato. Nel mio palazzo ce ne sono tre enormi, insieme con altrettante asciugatrici. Ogni lavaggio/asciugatura costa $1,75= 7 monete da un quarto di dollaro ciascuna. E entrambe le macchine accettano solo (e, ribadisco, SOLO) monete da un quarto di dollaro. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;PROBLEMA:Usando in media 14 monete a settimana e sapendo che per ottenere le monete devo andare a piedi alla lavanderia pubblica più vicina e scambiare 5-10 dollari in 20-40 monete, quante volte al mese dovrò fare una amena passeggiata con un chilo di quarti di dollaro nelle tasche?

&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/90391/Italy/Ma-le-lavatrici-sognano-pecore-con-lammorbidente</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Wed, 26 Sep 2012 09:26:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Squash &amp; Crash</title>
      <description>&lt;p&gt;La settimana è stata particolarmente onomatopeica. Sono stata a giocare a squash (che per i membri dell'università è gratis): è parecchio divertente! Pensavo fosse simile al tennis, invece la tecnica e il gioco sono completamente diversi. L'idea è molto semplice: su una parete ci sono due striscie rosse orizzontali. Chi batte deve servire la palla fra le due striscie, la pallina deve rimbalzare in terra all'interno di un certo quadrato e a quel punto è pronta per essere rigiocata dal giocatore avversario che deve colpirla mandandola di nuovo contro il muro,etc,etc,etc...Si corre molto di più che nel tennis e (questa è stata la mia impressione) è uno sport meno tecnico e più di velocità.. E' un'esperienza da ripetere!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il crash è legato all'altro evento chiave della settimana: durante una cena mi si sono letteralmente spaccati gli occhiali in due. Hanno fatto tutto da soli: un attimo prima c'erano, un attimo dopo le due metà giacevano miseramente sulla mia pizza. Per fortuna ero a cena fuori con degli amici e due ragazzi mi hanno riaccompagnato in macchina a casa. Ora, chi non porta gli occhiali non può capire: se ti si rompono sei fregato. Perso. Anche attraversare la strada diventa difficile. Il giorno dopo mi è toccato girare con gli occhiali da sole...per fortuna ho trovato un ottico che per la modica (mica tanto) cifra di 100 dollari me li ha rimessi a posto in mezzora.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho già inaugurato i nuovi occhiali: ci si esce di sera e ci si gioca a tennis che è una meraviglia :-)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho, per l'appunto, iniziato ad andare al tennis club dell'università: l'idea è carina. Ci si trova una o due volte a settimana, ci sono tutte le persone che più o meno giocano a tennis, si fanno vari giochi assieme e ci si allena un po'.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'ultimo evento saliente della settimana è stato questo: ieri sono stata con degli amici in un posto che è un incrocio fra un duomo e il kapuziner: è una ex-chiesa (ora sconsacrata) trasformata in una birreria. L'effetto è stranissimo (a dire poco), ma il posto merita davvero :-)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/90303/Italy/Squash-and-Crash</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Sun, 23 Sep 2012 09:37:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Tu vvuò' fa' l'americano</title>
      <description>&lt;h4&gt;Ma sei nato in Italy&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Sabato mattina sono andata nello strip district (nb: strip=striscia, non fatevi venire strane idee): 20 minuti in autobus fino a downtown, poi 10 minuti a piedi. Ne vale davvero la pena. Arrivare lì è come cambiare città: la sensazione è come andare a Camdentown a Londra. Due strade, un mercato al chiuso con i prodotti a km zero e una strada tappezzata di bancarelle di ogni tipo. La strada è interamente piena di negozi &amp;quot;etnici&amp;quot;: indiani, arabi, italiani (soprattutto), ma anche con souvenir e cose tipiche della città. Ogni negozio ha, davanti all'entrata, una mini-bancarella dove un dipendente vende qualcosa di collegato al negozio. Così sulla strada si trova di tutto: dai vestiti al crudo di parma, dal kebab alla maglietta della squadra locale di football. L'immagine complessiva è un calderone di odori e colori: bellissimo. Passando di lì mi sono fermata in un caffè che mi avevano consigliato: mi avvicino e vedo un tavolino con quattro vecchietti che giocano a carte lì, all'aperto. Una battuta tira l'altra: due frasi in slang della città, poi due chiacchiere in calabrese, poi si torna all'americano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho anche fatto un giro nel famoso negozio di prodotti italiani: hanno veramente di tutto. Dai salumi e formaggi ai sottoli italiani, il riso che si trova anche da noi, i biscotti del mulino bianco,etc,etc,etc..L'unica cosa che non è come da noi sono i prezzi, purtroppo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cosa strana è che le confezioni di pasta (anche quelle di marche famose in Italia) hanno le scritte tutte in inglese e i nomi diversi. I fusilli diventano i &amp;quot;rotini&amp;quot;. Inoltre ci sono paste non tanto comuni da noi (le &amp;quot;mezze zite&amp;quot;) o addirittura inesistenti (le &amp;quot;racchette&amp;quot;, a forma di racchetta da tennis). Non ho comprato nulla perchè ero in autobus e probabilmente quello che ho fatto per andar là non era il tragitto ottimale, però il posto è folcloristico e meritava una visita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi ho inaugurato un ciclo di pranzi assieme ai miei nuovi vicini con una carbonara a casa mia. E' bello come basti poco per sentire un po' &amp;quot;aria di casa&amp;quot;: un piatto di pasta, qualche amico, un caffè assieme. E da domani si torna al lavoro!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/90126/Italy/Tu-vvu-fa-lamericano</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Sun, 16 Sep 2012 17:32:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>De tonnum natura</title>
      <description>&lt;p&gt;Niente da fare, per quanto riguarda il tonno (almeno per quanto ho visto finora) gli USA sono il paradiso di Fabio: solo ed esclusivamente tonno al naturale (sic). Domani (tempo permettendo) andrò a fare un giro in un quartiere dove dovrebbe essere un negozio con parecchi prodotti italiani (o così mi han detto), vedremo che cosa troverò (e a che prezzo :) ).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questo incipit potrebbe sembrare il solito clichet dell'italiano che all'estero si lamenta del cibo e invece......devo ammettere che qui non è niente male. C'è una gran varietà di cibo etnico (indiano, thai, cinese), un'ottima (davvero ottima) pizzeria italiana che fa anche del buon gelato (o Gela-dou, come lo pronunciano qui) e in generale nei supermercati c'è una gran varietà di prodotti, freschi/sani e non.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una cosa che mi hanno spiegato degli americani è che non vale l'equazione gelato=icecream. Per loro sono due cose diverse. L'icercream è il nostro &amp;quot;gelato soft&amp;quot;, un po' &amp;quot;compero&amp;quot; (come direbbe Matteo) e con pochi grassi. Il &amp;quot;Gelato&amp;quot; invece è qualcosa di un po' più artigianale e con più grassi (qui hanno la mania di dirti quanti grassi contiene ciascun cibo) ed è anche il più simile al nostro. Pare che in città ci sia anche una &amp;quot;università del Gelato&amp;quot;, ma ancora non ho avuto modo di approfondire.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Del resto, la vita qui non è male: sono state settimane strapiene di cose (soprattutto causa tesi, mobili e scartoffie) ma ho anche conosciuto un sacco di gente simpatica tra cui (strano ma vero) parecchi ragazzi/e italiani/e.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La cosa più bella mi è successa oggi: prendo l'autobus per andare a casa. E' strapieno di gente e per una legge federale le persone devono stare in piedi dietro una linea bianca che si trova all'altezza del gabbiotto dell'autista. Mentre passo da una fermata all'altra all'improvviso sento parlare di linguine al sugo di pesce. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Italiano :)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/90072/Italy/De-tonnum-natura</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Fri, 14 Sep 2012 19:00:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Squirrels!!</title>
      <description>&lt;h4&gt;Scoiattoli&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Mi avevano detto che qui ce n'erano tantissimi, finora non ne avevo visto nessuno poi ne ho incontrati 2 in 2 giorni: il secondo mi ha praticamente tagliato la strada. Devo dire che per essere roditori infestanti sono carini (ma forse è solo l'effetto &amp;quot;turista&amp;quot;: un po' come i giapponesi che a Piazza San Marco si fanno le foto sommersi dai piccioni). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Questa settimana ho fatto un po'lo scoiattolo anch'io. E' stata, fondamentalmente, una gran corsa: documenti, lavoro, tesi, casa, e via così..&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono stata a chiedere il numero di previdenza sociale e il poliziotto di guardia ha chiesto a me e al mio compagno di ufficio se avevamo pistole, poi si è meso a chiacchierare con noi e ha tirato fuori una simpatica (e qui l'aggettivo è ironico) spiegazione di come dovrebbe essere la &amp;quot;sua&amp;quot; America. Fondamentalmente, solo con gli americani. Peccato che poi, per sua stessa ammissione, sia venuto fuori che i suoi bisnonni erano italiani, di Napoli, emigrati negli USA in cerca di lavoro. Della serie &amp;quot;mangia e scorda&amp;quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Del resto, finalmente nel weekend sono riuscita a fare un giro nel mio quartiere e in un'altra zona qua vicino (Prima o poi arriveranno le foto..). Devo dire che la città mi piace, c'è un sacco di verde. In più c'è un bel gruppo di italiani e le occasioni per stare assieme e divertirsi non mancano. Insomma, stanchezza a parte, finora tutto ok!! &lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89942/Italy/Squirrels</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
      <comments>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89942/Italy/Squirrels#comments</comments>
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      <pubDate>Tue, 11 Sep 2012 01:44:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Ma non ci son piccioni in America..</title>
      <description>
&lt;h4&gt;(e i poliziotti ci regalano gli hot dog)&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Il riferimento, per chi non l'avesse colto, era a &amp;quot;Fievel sbarca in America&amp;quot;(alla canzoncina &amp;quot;Ma non ci sono gatti in America, e ci regalano il formaggio&amp;quot;). In effetti, qui non ci sono piccioni. O, almeno, finora non ne ho visti. In compenso è pieno di passerotti (in media ne volano fuori almeno un paio quando passo davanti a ciascuna siepe) e di scoiattoli (così mi han detto, finora non ne ho visti). &lt;/p&gt;&lt;p /&gt;Quanto alla seconda parte del titolo, oggi a pranzo la polizia dell'università (sì, il campus ha la propria polizia) grigliava salsiccie nel mezzo del campus e regalava i suddetti hot-dog a chiunque li volesse. Un mio collega li ha provati: &amp;quot;Fanno schifo&amp;quot;, dixit. Sì, però erano gratis :-)


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      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89818/Italy/Ma-non-ci-son-piccioni-in-America</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Wed, 5 Sep 2012 12:53:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Piva! Piva! L'olio d'oliva!</title>
      <description>&lt;h4&gt;Mountains high, rosmary and tymes.&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Come si può intuire dal titolo, oggi ho fatto spesa per la prima volta. Ora, è tutto enormemente diverso da come siamo abituati in Italia. L'ordine con cui le cose sono messe, le marche, i nomi, le varietà di cose. E poi è strano vedere la pasta Barilla spacciata come &amp;quot;cibo etnico&amp;quot;, le mille marche che si spacciano per &amp;quot;vero cibo italiano&amp;quot;, le cose che da noi sono comuni ridotte a rarità in un angolino (l'olio d'oliva buono, per esempio..). In compenso ci sono una marea di cose che da noi non si trovano. I cereali, tanto per fare un esempio, riempono scaffalature intere. Ce ne sono una marea di tutti i tipi e prezzi. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Finalmente dopo giorni di insalata scondita (non avevo comprato spezie, olio o altro) oggi ho mangiato un'insalata come si deve. E per finire, ora mi berrò un bel caffè Illy con la moka (c'è un angolino di Trieste anche qui :-) )&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89769/Italy/Piva-Piva-Lolio-doliva</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Sat, 1 Sep 2012 16:47:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>L'importanza di avere un comodino</title>
      <description>&lt;h4&gt;La donna e il mobile&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Sì, lo so, ne ho già parlato, però in questi giorni sto dedicando ogni serata a montare mobili Ikea, per cui perdonatemi ma ne parlerò ancora. Devo dire che ho scoperto alcune cose:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;1)Non è difficile come pensavo: se si seguono le istruzioni alla lettera (e non si montano i cassettoni del letto al contrario, come ho fatto io) riesco a farcela persino io.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;2)Avere attrezzi decenti è fondamentale: inizialmente avevo comprato un cacciavite universale da pochi dollari. Una delle prime cose che mi sono state dette è che non sarebbe durato a lungo. Infatti. Dopo 2 giorni ha iniziato a &amp;quot;covare sentimenti acuminati&amp;quot;[semicit] e la punta ha smesso di esistere. Puff. Sparita. Per fortuna un ragazzo italiano che vive nel mio stesso palazzo mi ha prestato i suoi attrezzi Ikea superprofessionali. E ora è davvero un'altra storia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;3) Usare il martello fa rumore (quindi non conviene montare comodini dopocena) e non è tra le cose più semplici del mondo. In verticale si usa facilmente, in orizzontale, se intanto con una gamba bisogna tenere fermo il mobile che altrimenti si rompe, richiede parecchia fatica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;4) La cosa più complessa sono le cerniere del tavolo grande. I 4 lati della base del tavolo sono incernierati a 2 a 2 con una giuntura, nella quale va fatta passare una vite, che a sua volta passa in un anello e si infila poi in una gamba del tavolo che al mercato mio padre comprò. Insomma, un gran casino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma guardiamo il lato positivo: mi sto facendo i muscoli (Fla, altro che totalbodiuorkaut) e pian piano la casa sta diventando vivibile. Ora siedo su una sedia e ho il pc su un tavolo. E da stasera ho persino un comodino.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89758/Italy/Limportanza-di-avere-un-comodino</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Sat, 1 Sep 2012 11:15:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>No gelato here</title>
      <description>&lt;h4&gt;B like Ball, F like Frank.&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Eccomi qua! Grazie a Marco finalmente ho i mobili, un letto montato e anche internet e ora sto scrivendo per la prima volta da casa mia. Sono giorni strapieni di cose in cui faccio fatica persino a trovare 5 min per pranzare ma tutto sta più o meno andando a posto. Ieri ho risolto la questione internet: dopo mezzora di autobus arrivo al centro dove farmi attivare la connessione. La signora dell'ufficio guarda il passaporto e mi fa: &amp;quot;I-tolia??Wow!&amp;quot; e inizia a raccontarmi di una sua vacanza di due mesi a Roma. Poi mi sistema la pratica per internet, fa per salutarmi e mi fa cenno di avvicinarmi come per dirmi qualche segreto: &amp;quot;No gelato, here&amp;quot;(= nessun gelato qui), cioè qui negli Usa il gelato non è buono quanto quello italiano. La frase mi è piaciuta e in realtà potrebbe essere anche la morale degli ultimi giorni: &amp;quot;No gelato here&amp;quot;= niente vacanza qui, per ora. E' ora di tirarsi su le maniche e darsi da fare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Non è nemmeno la cosa + strana che mi sia capitata qui in questi giorni. Ieri mi hanno portato (a casa di Marco, peraltro) un materasso ikea alle 2145. Gli autisti si erano scordati di darmelo, mi hanno chiamato alle 19 dicendo che sarebbero passati ma poi nulla. Alla fine, mi richiamano alle 21 dicendo che sono fuori orario di lavoro ma che, se voglio, me lo danno cmq. E così ho avuto il materasso.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Stamattina ho anche sistemato internet. Ad un certo punto il tecnico mi ha chiesto la matricola del modem. Poi per controllare (e probabilmente &amp;quot;siccome che sono negata&amp;quot;) ha iniziato a rileggerla facendo lo spelling: B like Ball, F like Frank,etc etc etc...&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89722/Italy/No-gelato-here</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Wed, 29 Aug 2012 16:46:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Al lavoro</title>
      <description>&lt;h4&gt;Il borgo&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Beh, finalmente ci sono (da tre giorni in effetti), sono negli Usa. La prima impressione ha smontato molti dei preconcetti che avevo, la seconda pure. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pensavo che i grattacieli fossero brutti: se li vedi a metà pomeriggio mentre si specchiano sul fiume tolgono il fiato. Pensavo che negli Usa si mangiasse male: finora il cibo è &amp;quot;not too bad&amp;quot; con punte di &amp;quot;davvero buono&amp;quot;. Pensavo che avrei evitato di usare il telefono qui perchè capire le persone che ti parlano in americano al telefono non è semplicissimo: solo oggi ho passato almeno un paio d'ore al telefono con Ikea, società di internet, donne delle pulizie, etc,etc,etc..Insomma, pensavo un sacco di cose sbagliate. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La città, per quel che ho visto non è male: sembra abbastanza vivibile, almeno per quel che riguarda il quartiere dove andrò a stare e lavorare. Una cosa buffa è che ci si sente &amp;quot;ipersalutati&amp;quot;: tutti o quasi ti dicono almeno &amp;quot;Hi&amp;quot; o &amp;quot;How are you?&amp;quot;, anche le guardie giurate della banca o gli autisti dell'autobus. L'altra cosa &amp;quot;insolita&amp;quot; è la questione della mancia: i prezzi dei cibi non sono quelli scritti sui menu, bisogna aggiungerci le tasse e un 15% circa di mancia per i camerieri. Appena arrivi in un ristorante i camerieri ti dicono come si chiamano e che si prenderanno cura di te. Ogni tot qualcuno passa e ti domanda se va tutto bene o se vuoi qualcos'altro, oppure passa a darti l'acqua (che ha due caratteristiche: è gratis ed è con ghiaccio). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insomma, questi primi giorni sono stati strapieni di cose, ma tutto sommato positivi (grazie soprattutto all'aiuto di Marco). Speriamo si continui così!&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89691/Italy/Al-lavoro</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Tue, 28 Aug 2012 11:49:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Arrivata</title>
      <description>
&lt;h4&gt;Arrived&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Sono arrivata! Qui sono le 22, quindi in Italia sono già le 4. Devo dire che la prima impressione della città è spettacolare! Grazie a Marco ho avuto una vista del posto da mozzare il fiato: il ponte sul fiume con dietro i grattacieli. Uno spettacolo! I prossimi giorni vedo quanto prima di postare qualche foto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;'Notte!&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89596/Italy/Arrivata</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Fri, 24 Aug 2012 23:45:00 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Il volo</title>
      <description>
&lt;h4&gt;Qualche riga che ho buttato giù durante il volo (quindi l'ho buttata giù da molto in alto)...&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Sono le 16 ora di Parigi, cioè le 6 ora di Pittsburgh, cioè le…boh..sull'aereo. E così, questo è il mio primo volo intercontinentale. Alla fine non è male, solo strano. E' come farsi il solito viaggio in treno verso casa con le seguenti differenze:&lt;br /&gt;-dura 2 ore in più&lt;br /&gt;-non puoi vedere il panorama&lt;br /&gt;-tutti parlano inglese o francese&lt;br /&gt;-ti portano da mangiare e da bere di tanto in tanto (finora sia pranzo che snack per merenda)&lt;br /&gt;-il posto è notevolmente più pulito ma si sta più stretti&lt;br /&gt;-ti danno degli auricolari, un cuscino e una coperta gratis&lt;br /&gt;Dicevano che ci sarebbe stato il wi-fi, invece niente. Amen. &lt;br /&gt;All'inizio del volo ti fanno compilare dei moduli per l'immigrazione, per fortuna mi ha aiutato un signore americano che è seduto vicino a me: ho scoperto che lifestocks significa mucche, pecore, etc..(si, ti chiedono se di recente hai avuto a che fare con greggi o altro). Tra l'altro il tipo mi ha anche raccontato un po' di cose sulla città dove andrò a stare: dice che intorno ci sono belle cose da vedere e che sono forti in football americano e hockey (ma lui è dei dintorni, quindi probabilmente è un po' di parte). Poco fa ci hanno fatto allacciare le cinture, probabilmente perché c'era un po' di vento, cmq tutto ok. &lt;br /&gt;Sul retro del sedile davanti al mio c'è uno schermo dove puoi guardare film o tv a pagamento o giocare o guardare gratis il percorso dell'aereo. Sto facendo quest'ultima cosa. La cosa carina è che puoi anche vedere una cartina che ti dice in ogni momento dov'è l'aereo e che rotta farà. In questo momento siamo sul Labrador!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stamattina prendere il volo è stato interessante: sveglia alle 6, taxi e poi la sequela di code per arrivare al gate. Avevo fatto il check-in online ieri con Delta, stamattina dovevo stampare la boarding pass, pagare e imbarcare il bagaglio in più e poi passare i controlli di sicurezza. Inizio provando a stampare la boarding pass dalle macchinette: niente da fare. Mi dicono che c'è un problema perché non ho l'ESTA (ovvio= ho il visto). Per cui faccio un'altra coda per parlare con gli addetti al check-in. Poi ne faccio un'altra per imbarcare i bagagli e ricevere un foglio con su scritto che ho un bagaglio in più. Poi giro l'angolo e ne faccio una terza per pagare per il bagaglio in più e ricevere la ricevuta del pagamento. A questo punto passo i controlli dell'area Shengen e per arrivare al mio gatte prendo un treno per due fermate (sì, l'aeroporto di Parigi è immenso). Finalmente passo i controlli e arrivo al gatte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa  buona è che essere una ragazza e viaggiare da sola per gli Usa intenerisce i vari ufficiali :-) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bon, metà del viaggio è andato (e anche buona parte della batteria del computer), ora devo solo capire cosa fare le 4 ore restanti..sic

&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89595/Italy/Il-volo</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Italy</category>
      <author>ely_dav</author>
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      <pubDate>Fri, 24 Aug 2012 23:25:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Prima tappa</title>
      <description>&lt;h4&gt;Midnight in Paris&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Sono a Parigi. Il volo è andato bene: ho rispolverato il mio francese d'emergenza (peraltro sentendomi fare i complimenti:-) ) e aiutato una signora del Burkina Faso a prendere il mio stesso volo. In sole due ore, da Bologna mi sono ritrovata in Francia. E qui sono iniziati i problemi. Già, perchè prendere la navetta per l'hotel Campanile dal terminal 2G di Charles De Gaulle è tutt'altro che facile. Prima bisogna prendere lo shuttle interno all'areoporto e spostarsi al terminal 2F. Da lì si implora la benevolenza degli addetti al servizio informazioni e ci si fa indicare la strada per la stazione (10 min a piedi). Dalla stazione si prende un treno per 2 fermate e si arriva al terminal 3. Da qui, finalmente, si prende la navetta. Tempo complessivo= 1 ora abbondante. Ah, dimenticavo, il tutto è reso enormemente più piacevole se si trasportano due valigioni e uno zaino per un totale di quasi 50 kg! Una delle cose più interessanti è prendere le scale mobili in discesa con le due valigie: ho passato 10 minuti buoni di imbarazzo (sembravo un concorrente di giochi senza frontiere alle prese con qualche prova impossibile) davanti alle scale mobili, alla fine mi ha aiutato una ragazza svizzera costretta ad una sosta obbligata a Parigi perchè il suo volo per Santo Domingo era stato annullato causa uragano (sì, semba la trama di un film ma è quello che le è successo realmente).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Insomma, difficoltà a parte la prima tappa di questo viaggio è andata. Speriamo bene per domani!&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89566/France/Prima-tappa</link>
      <category>Travel</category>
      <category>France</category>
      <author>ely_dav</author>
      <comments>https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89566/France/Prima-tappa#comments</comments>
      <guid isPermaLink="true">https://journals.worldnomads.com/ely_dav/story/89566/France/Prima-tappa</guid>
      <pubDate>Thu, 23 Aug 2012 19:25:00 GMT</pubDate>
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