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    <title>Cambogia</title>
    <description>Cambogia</description>
    <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/</link>
    <pubDate>Sun, 12 Apr 2026 20:16:17 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Un po' di novità.</title>
      <description>&lt;p&gt;Un po' di novità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto ho comprato una bicicletta usata, con super telaio in acciaio, forcelle rinforzate in ghisa, cavalletto manuale regolabile, due pedali, manubrio, cambio monomarcia, ed altre raffinatezze che non sto ad elencare... 35 dollari, tantissimo se si pensa che un cambogiano la paga lo stesso prezzo, e che lo stipendio medio è di 40 dollari al mese. Si sono così notevolmente allargati gli orizzonti. La mattina, prima di andare a scuola, faccio spesso un giretto in città o dintorni, sconfinando nelle campagne subito adiacenti Siem Reap. E' davvero un mezzo eccezionale per muoversi, ti permette di andare ovunque e di notare tutto ciò che merita di essere notato, di spostarti velocemente ma con un ritmo in sintonia con il ritmo della città, dei templi e della natura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Osborne House.&lt;br /&gt;E' il nome della scuola, in memoria di Mr. Osborne, un finanziatore della associazione scomparso pochi mesi fa. Da una decina di giorni ospita i primi 5 orfani, diventando a tutti gli effetti un orfanotrofio (anche se a me piace ancora chiamarla &amp;quot;scuola&amp;quot;). Sono quindi un po' cambiati gli impegni: oltre ai soliti lavoretti manuali, ultimamente sto verniciando un po' di tutto, gli orfanelli necessitano di più attenzioni rispetto agli studenti, così passo molto del mio tempo a giocare con i più piccoli e a studiare con Tokla. Tokla è per certi versi un ragazzo davvero eccezionale che proviene da un altro orfanotrofio in cui non si trovava più bene. Ha 15 anni, ma con una personalità e sicurezza in se stesso che a volte rischia di mettermi a disagio. Conosce l'inglese perfettamente (molto meglio di me) e la sua cultura, seppur con tante lacune, spazia in moltissimi campi. Ieri, guardando alcune foto di astronomia sul mio computer, mi ha travolto con domande e osservazioni. Il giorno prima gli ho mostrato alcune foto dell'Africa degli ultimi miei viaggi, e ogni volta che compariva il deserto mi chiedeva scherzando se fosse una foto vera o un disegno. Continua a chiedermi foto dell'Argentina, gli ho promesso di scaricargli un qualcosa da internet. E' una persona estremamente piacevole e di compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I bimbi&lt;br /&gt;Con alcuni studenti ho legato in modo particolare, alcuni molto piccoli, 3-4 anni, altri più grandicelli, 12-13 anni. La cosa che gli accomuna è l'esuberanza, i giochi sono spesso molto fisici, in particolare amano saltarmi a tradimento sulla schiena. I più piccoli mi guardano, prendono la rincorsa e si aggrappano come scimmiette o alle gambe o alle braccia. Alcune bimbe invece sono timidissime e dolcissime. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le foto&lt;br /&gt;Alcune mie foto dei bimbi e della scuola sono piaciute molto a Nick, tanto che mi ha chiesto di preparargli un poster da appendere in vari uffici e alberghi della città, con la finalità di comunicare ai turisti le attività in Osborne House.&lt;br /&gt;Negli ambienti no-profit il passa parola viaggia molto velocemente, così alcuni amici di Nick impegnati in altri progetti umanitari mi hanno chiesto se posso dare loro una mano: settimana prossima vado a scattare delle foto in un orfanotrofio adiacente il tempio Beng Mealea, a circa 60 km da Siem Reap. Tutto ciò mi rende naturamlmente molto felice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vacanze&lt;br /&gt;Tra natale e capodanno ho trovato il tempo di andare a visitare un po' di posti. Insieme a Nathan, un ragazzo australiano della mia età, anche lui volontario in Osborne House, ho fatto il pass per Angkor. Girando in mezzo ai templi in bicicletta mi sono reso conto per la prima volta quanto sia immensa l'area, davvero incredibile... E quanto possa essere emozionante avvicinarsi lentamente a templi, dapprima scovarli in lontananza in mezzo alla fitta giungla, per avvicinarsi pian piano fino a riconoscerne la sagoma stagliarsi tra le nuvole. Alla vista del Bayon mi sono quasi commosso (chi ha visto e sa di cosa sto parlando può capirmi...). &lt;br /&gt;Un altro posto meraviglioso che ho voluto rivedere è Kompong Phluk, un villaggio su palafitte alte 6-7 metri vicino al Tonle Sap Lake. Con una piccola barchetta ci siamo inoltrati anche nella foresta alluvionale di mangrovie, davvero spettacolare. &lt;br /&gt;Per chi volesse vedere qualche foto di questi posti, l'indirizzo è sempre il solito:&lt;br /&gt;http://www.flickr.com/photos/ianna/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amici&lt;br /&gt;Fare amicizia da queste parti è molto facile, soprattutto con i cambogiani, persone estremamente cordiali e socevoli.&lt;br /&gt;Con i volontari mi trovo abbastanza bene, alcuni vanno e vengono, altri si fermano come me un po' di più, alcuni stanno qui un anno o più. L'unica barriera è l'inglese, con alcuni non ho grossi problemi (soprattutto con gli inglesi), con altri faccio più fatica (americani, qualche australiano). Comunico meglio con i cambogiani, hanno un inglese scolastico come me, e ci capiamo meglio. Ho legato particolarmente con Nathan, Australiano, architetto, stessa età e stessi problemi, molto simpatico ed estremamente estroverso. E' stato qui per un paio di settimane, sua mamma aveva conosciuto Nick l'anno scorso, e lui ha voluto seguirne le orme. Appena sento parlare italiano per strada, molto raramente, attacco bottone giusto per non dimenticare la lingua :-). A proposito! Domani inizio lezioni di Khmer da un amico, sono curioso, vediamo che succede...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi&lt;br /&gt;Oggi pomeriggio accompagno Smey, i suoi 3 figli e i 5 orfanelli a fare il bagno nel Western Baray, un lago artificiale adiacente Angkor risalente all'undicesimo secolo, lungo 8 km e largo 2,3 (giusto per fare un confronto, l'idroscalo di Milano misura 2,5 km x 300 metri). Serviva come bacino di irrigazione per le zone circostanti, ma aveva anche una funzione religiosa. Oggi è usato dai cambogiani come luogo per passare le domeniche con famiglia e amici, rilassarsi, giocare e fare il bagno. &lt;br /&gt;Ma, sono in ritardo! Devo andare!&lt;/p&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/27748/Cambodia/Un-po-di-novit</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Sun, 11 Jan 2009 16:19:00 GMT</pubDate>
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      <title>Siem Reap</title>
      <description>&lt;div&gt;Siem Reap&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una cittadina piuttosto anomala:&lt;br /&gt;un centro prettamente turistico che gravita intorno allo Psah Chaar, il mercato vecchio. Una zona molto caotica e rumorosa, piena di ristoranti, pub, guesthouse,  alberghi, internet point, bancarelle ecc... con decine di tuc tuc driver che ogni 5 metri ti chiedono: &amp;quot;tuctuc, sir?&amp;quot; Nonostante tutto è la zona che preferisco, con molti edifici in stile coloniale francese, il fiume che pigramente taglia in due la città e qualche bella galleria d'arte e di fotografie. &lt;br /&gt;Basta fare qualche centinaio di metri verso nord, oltre la residenza reale, eper entrare in una periferia completamente diversa, alberghi di lusso, larghi viali alberati, musei Concert Hall modernissimi, giardini molto curati. &lt;br /&gt;La periferia sud è invece la parte più degradata, con case esclusivamente di legno, a volte capanne o poco più, abitata dalla gente più povera. Alcuni dei ragazzi della scuola abitano in questo quartiere.&lt;br /&gt;A est, al di la del fiume, ci sono quartieri piuttosto eterogenei, un po' di guesthouse, molti negozi di tutti i generi, abitata prevalentemente da cambogiani.&lt;br /&gt;Ogni tanto alla mattina presto, prima di andare a scuola, faccio un giro in bicicletta (a proposito, ne ho comprata una, 35 dollari di seconda mano, un vero furto...). Forse non tutti sanno che gli asiatici vivono praticamente per strada. Mi spiego meglio: non hanno idea di cosa sia la privacy, le abitazioni e i negozi affacciano verso la strada, e la vita familiare così come tutte le attività sono praticamente in &amp;quot;piazza&amp;quot; . E' quindi facile immaginare quanto sia piacevole andare in giro a curiosare e a scoprire, ogni angolo ti regala sempre qualcosa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il traffico.&lt;br /&gt;Nelle ore di punta, mattina presto e verso sera tra le 18 e le 20, il traffico è davvero allucinante. Prevalentemente motorini, diversi tuc tuc, molte biciclette e poche macchine. Niente di strano, se non fosse che inizialmente sembra non esistere un codice della strada. Da qualche anno è vietato ai turisti il noleggio di moto e motorini, visto che si verificavano incidenti in continuazione. In realtà, dopo una decina di giorni capisci come funziona: premesso che ci sono pochissimi semafori e solo in periferia, la svolta a destra è continua, nel senso che chi si immette nella tua strada per girare verso destra neanche guarda se sta arrivando qualcuno. La svolta a sinistra invece, è anche questa continua... Anche in questo caso nessuno si ferma, e se non riesce ad immettersi perchè c'è traffico, non è un problema, basta andare contromano radenti al marciapiede per immettersi appena possibile tagliando la carreggiata. Immaginate di sera, al buio, con il 99% delle biciclette senza luci e con molti motorini che viaggiano inspiegabilmente con le luci spente.&lt;br /&gt;Devo però dire che non mi dispiace: tutti vanno più o meno alla stessa velocità, nessuna prepotenza (ma nessun regalo), basta stare alle regole e tutto va bene. Quasi sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera.&lt;br /&gt;Le possibilità sono praticamente infinite. I ristoranti offrono cucine di tutti i tipi, khmer, thai, indiana, francese, messicana, pizzerie con pizze più o meno degne di questo nome, ecc... Ho trovato un ristorante italiano gestito da italiani un po' fuori città davvero buono anche se un po' caruccio per gli standard cambogiani. Normalmente si cena con 4-6 euro, nelle bancarelle arrivi a spendere 1-2 euro mangiando piuttosto bene e abbondante. Anche i pub sono tanti, alcuni con biliardo, calciobalilla, nintendo Wii e naturalmente Wi-Fi. Alcuni di questi locali non sfigurerebbero neanche a Milano.&lt;br /&gt;In particolare mi ha colpito il &amp;quot;Dead Fish Tower&amp;quot;: immaginate un open space molto ampio e alto, tutto in legno, disposto su più livelli sfalzati tra loro, collegati con scale e carrucole a 45 gradi che portano i piatti. Non manca il fossato con i coccodrilli... vivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/27733/Cambodia/Siem-Reap</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Sat, 10 Jan 2009 19:48:00 GMT</pubDate>
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      <title>Natale 2008</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://s3.amazonaws.com/aphs.worldnomads.com/alessandro_vannucci/14912/DSC01391.jpg"  /&gt;&lt;/p&gt;

Natale 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un Natale decisamente anomalo.&lt;br /&gt;Si comincia con la festa della scuola, il 20 di dicembre. Alle 6.00 di mattina accompagno Nari (una giovane e simpatica ragazza cambogiana che lavora nella scuola) e la moglie di Smey (il direttore tuttofare della scuola) a fare la spesa in un mercato locale. Mi spiega che alla mattina presto si riescono ad ottenere prezzi più vantaggiosi, prevediamo un centinaio di dollari di spesa. Il posto, come tutti i mercati asiatici è molto pittoresco, movimentato e profumato. Appena il tempo di scattare qualche foto e incontriamo 2 studenti della scuola, che mi prendono per mano e mi accompagnano in giro per le bancarelle: ragni fritti, serpenti, pesci di tutti i tipi, teste di maiale sorridenti e distese di verdure e frutta. Molto bello e divertente. Ce la caviamo in un paio d'ore e rientriamo alla scuola.&lt;br /&gt;Alle 15.00 c'è un gran fermento: i bambini sono arrivati e si aspetta con impazienza Babbo Natale. Immaginate il mio stupore quando lo vedo arrivare in tuc tuc! Povero uomo,  tuta in flanella, cappello e finta barba... sotto il sole con 32 gradi.&lt;br /&gt;I bambini iniziano a gridare come matti, qualche minuto per metterli in fila e partono le canzoni di natale, in pratica la prova generale per la vigilia quando dovranno cantare in un albergo. Prima di congedarsi e fare una doccia, Babbo Natale regala ad ogni bimbo un dolcetto, estraendolo da un grande sacco. La festa procede con giochi vari per concludersi con la cena: due lunghe tavolate accolgono tutti quanti, in attesa di essere serviti da noi volontari.&lt;br /&gt;Rimango ancora una volta impressionato dall'educazione e dal rispetto che hanno questi bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vigilia.&lt;br /&gt;Appuntamento alle 19.30 al &amp;quot;Residence of Angkor&amp;quot;, un albergo eccezionalmente bello sulla riva del fiume (stanze da 250 dollari in su), interamente in legno, circondato da un bel giardino tropicale. Negli ultimi giorni ho legato particolarmente con una ventina di bambini e appena arrivano ci scambiamo qualche occhiata di intesa e battiamo il cinque. Sono molto tranquilli, più di quello che mi aspettavo. Ci spostiamo al ristorante, immerso nel giardino e i bimbi, in tutto una sessantina, salgono sul palchetto accompagnati da Nick, che al microfono spiega ai divertiti commensali quello che sta per succedere. Partono i canti: le parole sono accompagnate da mimiche e gesti, sono davvero bravissimi! Alla fine di ogni canzone non si sprecano gli applausi, la gente è divertita e commossa, e i bimbi sono incredibilmente a proprio agio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Davvero un bel Natale.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;
&lt;/div&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/27732/Cambodia/Natale-2008</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Sat, 10 Jan 2009 18:42:00 GMT</pubDate>
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      <title>la prima settimana</title>
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&lt;p&gt;La cosa più strana è la percezione del tempo. le giornate volano che neanche me ne accorgo, ma mi sembra di essere qui da un mese e più. Strano... ci devo pensare...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le giornate si svolgono più o meno così:&lt;br /&gt;sveglia piuttosto presto intorno alle 6.30, un pò perchè i galli mi annunciano l'alba, un pò perchè la città prende vita prestissimo, già alle 5 c'è un gran movimento di tuc-tuc e motorini, molti turisti si alzano in tempo per andare a vedere il sorgere del sole ad Angkor.&lt;br /&gt;Mi preparo senza fretta, scarico le mail, do un'occhiata a corriere.it, e vado in Pub Street a fare colazione. Come suggerisce il nome è una viuzza pedonale lunga un centinaio di metri piena di locali e ristoranti da i nomi esotici: The Soup Dragon, Red Piano, The Temple, giusto per citarne ancora e risvegliare nella memoria di chi ci è stato piacevoli ricordi. Colazione sostanziosa, omelette con formaggio e prosciutto, oppure uova strapazzate con pane e burro, con il fedele computer che mi tiene compagnia, o per scrivere mail e cazzeggiare qua e la (molti locali hanno il Wi-Fi) oppure per sistemare le foto scattate il giorno prima.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Verso le 9.30 raggiungo la scuola, 10 minuti circa a piedi. Fa ancora fresco, o meglio, non fa ancora caldo: per quanto sopportabile, tra le 10 e le 16 è meglio stare all'ombra (anche perchè lo zaino di 6-7 kili che ho sempre sulle spalle, ogni tanto si fa sentire).&lt;br /&gt;A scuola seguo la prima lezione, come ho già scritto molto divertente. Alle 10.30 in punto inizia il lavoro vero e proprio. Non potendo insegnare inglese ai bimbi (maestri solo madrelingua) sono un pò il tuttofare. Per adesso ho levigato e verniciato una decina di scrivanie e altrettante panchette. Oggi, lunedì 15, ho iniziato un nuovo lavoro: consiste nel legare con il filo di ferro delle specie di intrecci di paglia e bambù (non saprei come meglio descriverli) sulla ringhiera in ferro che delimita il perimetro della proprietà, con lo scopo di occultare alla vista il cortile della scuola.&lt;br /&gt;Alle 12.00 vado a mangiare con Nick e con gli altri volontari, solitamente in un ristorantino cambogiano al Mercato Vecchio, per tornare poi a scuola verso le 14: di nuovo la lezione, lavoro da magutt fino alle 17.30 e rientro alla guest house.&lt;br /&gt;Un' oretta di ripiglio e si ritorna in Pub Street per la cena.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ultimamente ho scoperto un locale stranissimo, appena fuori la zona turistica della città. Si chiama &amp;quot;The Singing Tree Cafè&amp;quot; (www.singingtreecafe.com), una via di mezzo tra un ristorante-centro culturale-centro ricreativo-agriturismo, con serate a tema, proiezioni di film a tema sociale, corsi di meditazione yoga, corsi di buddismo, centro di smistamento volontari, musica dal vivo, jam session ed altro. Insomma, un posto davvero unico, con una atmosfera estremamete rilassante, ben lontana dalla confusione di Pub Street.&lt;br /&gt;L'unico aspetto davvero negativo è che la cucina è esclusivamente vegetariana e vegana... Tra l'altro è forse l'unico posto a Siem Reap con una connessione internet paragonabile alle nostre, naturalmente Wi-Fi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per stasera può bastare così, anche perchè è appena arrvata la mia bistecca marinata al pepe verde con insalata e patate fritte, 3 euro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimenticavo! Oggi sono iniziati i preparativi per la festa di Natale: oltre ad addobbare la scuola stiamo insegnando ai bambini più grandicelli le canzoni natalizie (abbiamo comiciato con &amp;quot;Jingle Bells&amp;quot;). La sera di natale canteranno per i turisti in alcuni alberghi de-luxe, con lo scopo di sensibilizzare e naturalmente raccogliere qualche soldino per la scuola. E' vero, può sembrare una strumentalizzazione, ne abbiamo discusso tra di noi; però i bimbi si divertono come matti, prendono contatto con quello che molto probabilmente sarà il loro futuro lavorativo (il turismo), e comunque per andare avanti con il progetto bisogna raccogliere fondi.&lt;br /&gt;E non vi dico quando i ragazzini escono dalla lezione di canto, prendono le loro bici per tornare a casa, e canticchiano sorridendo &amp;quot;Jingle Bells&amp;quot;... con 30 gradi all'ombra... in Cambogia... &lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/26910/Cambodia/la-prima-settimana</link>
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      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Tue, 16 Dec 2008 00:41:00 GMT</pubDate>
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      <title>una festa cambogiana</title>
      <description>&lt;p&gt;&lt;img src="https://s3.amazonaws.com/aphs.worldnomads.com/alessandro_vannucci/14912/festa_1.jpg"  /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p&gt;    Questa sera, sabato 13, sono stato invitato da Smey ad una festa in casa sua. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Smey è il braccio destro di Nick, un Cambogiano di 40 anni, sposato con 4 figli. Come molti Cambogiani della sua età, Smey ha un triste passato: ricorda bene gli anni bui, nell'&amp;quot;anno zero&amp;quot; aveva 7 anni. A metà anni '80 entra a far parte dell'esercito cambogiano. Il soldato era un lavoro ambito, ti garantiva anche se modesta una paga sufficente a vivere. Il problema però era mantenere moglie e figlio, e a metà anni '90 si congeda con il grado di Capitano. Mi racconta che più volte si è trovato nella giungla in mezzo alla guerriglia contro gli oramai fuggiaschi Khmer rossi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il futuro del paese si sta delineando: il turismo. Con l'aiuto di qualche amico, riesce a fatica a comprare un tuc-tuc, e le cose iniziano ad andare un po' meglio. Oggi Smey vive nella scuola con la moglie e tre figli. Il quarto, il maggiore, vive vicino a Battambang in un orfanotrofio gestito dallo zio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi Smey è il direttore della scuola, nonchè tuttofare e aiuto di Nick.&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;La festa inizia alle 18.30. Al mio arrivo tutti i suoi amici cambogiani sono già arrivati, mancano solo gli altri volontari di cui io sono il primo. La prima cosa che noto sono due enormi casse audio stile balera anni '80, il che mi spaventa molto, un piccolo televisore, mixer, lettore DVD e tre radio-microfoni. Il mio dubbio diventa certezza: KARAOKE KHMER! &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi invitano a sedere per terra in cerchio accanto a loro e arrivano le prime portate: pesce, verdura, una salsa di carne e del pollo,  tutte  preparate dalla moglie di Smey. Dopo pochi minuti parte il karaoke: indimenticabile! Volume mostruoso, tutto perennemente distorto, video-clip stile telenovela patinata indiana, con colori fortissimi e attori-cantanti improbabili provenienti da un altro pianeta! Si passano il microfono a turno, ridendo e divertendosi come dei bambini a carnevale, aiutati anche da decine di lattine di Angkor Beer... Il passo per arrivare alle danze è davvero breve: si intrufolano anche i bambini, fino ad ora rimasti a curiosare fuori alle finestre, e inizia il delirio! In meno di un minuto mi ritrovo con un bambino aggrappato ad una gamba, uno che cerca di scalarmi sulla schiena, e un'altro che mi tira i pugnetti proprio lì... mi sembra di essere dentro una gabbia di matti!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chissà il tutto fino a che ora va avanti, ma io inizio ad essere stancuccio, e verso le 22.00 ringrazio tutti per l'ospitalità e mi avvio sorridendo verso casa.&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/26935/Cambodia/una-festa-cambogiana</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Sat, 13 Dec 2008 17:27:00 GMT</pubDate>
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    </item>
    <item>
      <title>Lo sapevate che....</title>
      <description>
&lt;p /&gt;&lt;p&gt;
&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia ci sono tantissimi motorini giapponesi, modernissimi, silenziosissimi, super ecologici?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che su questi motorini viaggiano: &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;     una persona sola adulta&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;     due persone adulte &lt;/p&gt;&lt;p&gt;     tre persone adulte &lt;/p&gt;&lt;p&gt;     tre adulti e un bambino
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     tre adulti e un bambino piccolo nel cestino davanti
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     due adulti, due bambini, un bambino piccolo nel cestino davanti
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     un adulto e un maiale (morto) legato dietro
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     due adulti e tre maiali vivi in mezzo!
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     un adulto e tanti maialini (vivi) in una gabbia di legno legata dietro&lt;/p&gt;&lt;p&gt;     tre adulti di cui uno, quello in mezzo, con una flebo attacata in&lt;br /&gt;vena (giuro, visto ben tre volte)
&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia, quando qualcuno ti suona il clacson, non significa &amp;quot;fammi passare, stronzo&amp;quot; come da noi, bensì &amp;quot;fai attenzione, sto per sorpassarti&amp;quot;?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia, per la strada, non passa un minuto senza che qualche perfetto estraneo ti saluti con un sorriso, quando nel mio condominio a Monza conosco gente da 35 anni che neanche mi guarda in faccia quando li incrocio in ascensore?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia non esistono i ciccioni?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia i bambini non piangono mai?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;     e che i cani non abbaiano mai?&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia i cani dormono ai lati delle strade, con moto, auto e camion che passano a 20 cm dalle loro teste?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia l'età media è di 21 anni (in Italia è di 42)?&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p /&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;lo sapevate che in Cambogia si dice che nei viali più belli della capitale Phnom
Pehn, le palme siano così alte perchè durante la dittatura
dei khmer rossi venivano usati i cadaveri come concime? Questo perchè
in Cambogia non si butta mai niente.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;ul /&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;/ul&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/26793/Cambodia/Lo-sapevate-che</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Fri, 12 Dec 2008 17:17:00 GMT</pubDate>
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      <title>Milano-Bangkok-Siem Reap, i primi giorni</title>
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&lt;p&gt;
Dopo un lungo viaggio arrivo a Siem Reap, in Cambogia: 15 ore di aereo, una notte a Bangkok, 4 ore di pullman, 2 ore in frontiera cambogiana a discutere con la polizia mafiosa, e tre ore di taxi.&lt;br /&gt;E poteva andare peggio. Se fosse piovuto le ore di taxi diventavano 6, viste le condizioni terribili della strada. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Arrivato a Siem Reap mi oriento abbastanza facilmente, sia perchè non è eccessivamente grande, sia perchè ci sono stato di recente. La sera stessa incontro Nick Griffin, il contatto che avevo stretto tramite internet prima di partire. Purtroppo può dedicarmi solo 1 minuto, poche ore prima un bimbo si era fatto male, e giusto al mio arrivo stavano uscendo per portarlo all'ospedale.

&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nick è un uomo inglese di mezza età, tre anni fa circa si è spostato in Cambogia con l'intenzione di rimanerci. Inizialmente ha lavorato a diversi programmi umanitari, rendendosi conto quasi subito della corruzione e delle mazzette che giravano un po' ovunque. Decide quindi di fare da solo e fonda l'organizzazione non governativa C.O.F. (The Cambodian Orphan Fund)
&lt;/p&gt;&lt;p&gt;http://www.volunteercof.org/

&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L'indomani alle 8 vado a trovarlo. Dopo qualche minuto di chiacchere per conoscerci meglio, andiamo subito nel cuore del progetto: la scuola. In realtà è un vero e proprio cantiere: su un terreno affittato, sorge una palazzina in muratura e cemento, ai lati due casette di paglia e bambù (le due classi, una finita e già utilizzabile, l'altra quasi).
Assisto alla lezione delle 9 di mattina: circa 20 alunni tra i 7 e i 10 anni, la maestra una giovane ragazza inglese con una pronuncia, secondo me, terribile, ma davvero molto brava!
La lezione consiste nell'imparare semplici parole in inglese, tutto tramite il gioco: urlando, sussurrando, nascondendo gli oggetti, disegnando sulla lavagna...I bambimi sono molto coinvolti e molto attenti, educatissimi e rispettosi dell'autorità, proprio come da noi...
Naturalmente, con il permesso di Nick, inizio a  scattare qualche foto, tra sguardi incuriositi e divertiti, che verranno poi utilizzate per il sito internet e per la mailing-list.

&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Finita la lezione, un'ora e mezza precise, il mio primo vero compito: bisogna levigare e verniciare una quindicina di scrivanie e di relative panchette che i bimbi utilizzeranno nella classe non ancora terminata. Mi danno un flessibile che sembra risalire agli anni '60, e con un pò di pazienza, a fine giornata riesco a fare 2 scrivanie e due panche. Nel frattempo, riesco a seguire la lezione delle 14 (in tutto e per tutto identica alla precedente, cambiano solo gli alunni) e a giocare ogni tanto a pallone con i più grandicelli.

&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dimenticavo: il bimbo che si era fatto male il giorno precedente, sta ora molto meglio. Giocando con gli altri, era caduto molto violentemente di faccia su un muretto di cemento, tanto da fratturarsi il mento. I dottori dicono che è stato fortunato, poteva subire lesioni alla colonna vertebrale, con tutto quello che ne può conseguire...
D'altra parte questi bimbi giocano e corrono in un cantiere vero e proprio, utilizzato anche come toilette (i bagni saranno pronti a breve), molti a piedi scalzi.&lt;br /&gt;Qui è normale.
Anche questa è la Cambogia.


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      <link>https://journals.worldnomads.com/alessandro_vannucci/story/26866/Cambodia/Milano-Bangkok-Siem-Reap-i-primi-giorni</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>alessandro_vannucci</author>
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      <pubDate>Thu, 11 Dec 2008 23:51:00 GMT</pubDate>
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