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    <title>indochine</title>
    <description>indochine</description>
    <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/</link>
    <pubDate>Fri, 10 Apr 2026 08:28:52 GMT</pubDate>
    <generator>World Nomads Adventures</generator>
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      <title>Phnom Penh</title>
      <description>&lt;p&gt;In Cambogia ci siamo arrivati in barca e un confine sul fiume é ancora meno vero che in terra perché l'acqua se lo porta via ogni momento. Uno dice: io nel mondo non voglio confini, ma poi se guardi le persone negli occhi ti accorgi che il confine é una questione di storie. Di la' dal confine non ci sono stati i Khmer Rouges, di qui dal confine ti sembra che il fiume sia ancora rosso di sangue. La Cambogia, lei, é di una dolcezza che commuove, la guardi e ti sembra di esserci nato in quella terra e nei suoi ritmi. Ma a Phnom Penh le bambine si vendono ai turisti a cinque dollari e i bambini dormono in strada e intorno ci sono le aiuole dei giapponesi e le case dei francesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E allora come faccio a dire che da subito quel confine per me é stato una sorpresa? Tutto era cosi' calmo, tornavano i monaci arancioni all'orizzonte e le mucche bianchissime pascolavano e i prati erano quieti e i bambini correvano sulle strade polverose. Come faccio a dirlo?&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22674/Cambodia/Phnom-Penh</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Cambodia</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Thu, 14 Aug 2008 22:56:00 GMT</pubDate>
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      <title>il Mekong</title>
      <description>&lt;p&gt;Il Mekong e' un fiume grandissimo, cosi'grande che gia' uno solo dei bracci del delta mi sembrava il mare. Il Mekong ha piu' del mare che tutto intorno c'é solo verde. Verde, verde, verde, un verde che ti insegue fino nei sogni. Sul Mekong si sognano solo piante e fiori e bambini che fanno il bagno nudi e pescatori che gettano le reti e villaggi di palafitte e urla di uccelli nella jungla e cocchi e barchette di legno che ti portano in minuscoli sentieri d'acqua inondati di foglie e di luce. E alla fine del sogno c'é di nuovo lui, lentissimo e buono, che accoglie tutti questi uomini pazientemente e non sa cosa sia la Cina, il Laos, la Cambogia, il Vietnam, quel che conta é che dove passa lui c'é vita.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22672/Vietnam/il-Mekong</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Vietnam</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 22:33:00 GMT</pubDate>
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      <title>Aerobica a Saigon</title>
      <description>&lt;p /&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22715/Vietnam/Aerobica-a-Saigon</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Vietnam</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Sun, 10 Aug 2008 00:50:00 GMT</pubDate>
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      <title>kon tum</title>
      <description>&lt;p&gt;Io viaggio contro la paura, perche' l'esistenza di tutte queste persone nel mondo mi tranquillizza, mi sembra che ogni essere umano abbia in se' una grazia che mi fa dimenticare ogni disperazione. Viaggiare mi serve a ricordarmi sempre che non e' tutto li' e che esistono mondi lontanissimi davvero e cosi' vicini. Mi immaginavo una landa dispersa e difficile e non saprei dire dove e quando questi altipiani sono diventati per me cosi' cari. Non c'e' nulla qui che si debba vedere, e' tutto immerso in un verde esasperante a cui non ci si abitua. Ma mai avrei pensato che nel mondo proprio quest'angolo mi aspettasse per farmi scoprire umanita' cosi' belle.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da bambina quando non riuscivo a dormire, mio padre mi diceva di pensare a tutte le persone che in quello stesso momento stavano lavorando, parlando, giocando, costruendo case, progettando citta'. E mi addormentavo in compagnia di mille vite diverse. Io oggi ne ho molte altre da portarmi via, a ricordarmi ogni volta che serve che il mondo non finisce dove fa paura, ma continua meravigliosamente. Le vite che ho imparato in una sola giornata, le storie che ho ascoltato, sono fiabe della buona notte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba del villaggio Giarai, in cui il giorno di un funerale, i parenti del defunto decidono dopo quanti anni potranno dimenticarlo e alla fine del lutto piangono un'ultima volta sulla tomba del loro caro per poi abbandonarla e non visitarla mai piu'.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba del villaggio Banah, dove Aroch ci ha invitato nella sua casa per chiederci di non dimenticarlo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba di Huynh, che e' stato professore di letteratura, cercatore d'oro, carpentiere, combattente e oggi racconta a gente come noi le storie della sua gente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba di An, scultore,pittore e proprietario di bar, dai grandi occhi gialli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba della ragazza di Dallas che ancora non puo' dire di amare le sue origini.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba di Dgian, professore d'inglese in cerca di un fidanzato italiano (il mio?).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba dei veterani americani che tornano in visita ai luoghi delle battaglie piu' cruente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La fiaba dei bambini che ci salutano per strada, dei francesi che vengono qui due volte l'anno a visitare i villaggi, dell'australiano e dell'inglese in vietnam per un matrimonio, della bambina che vuol fare la hostess, del medico che vorrebbe viaggiare e non puo'.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le mille e una notte.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22309/Vietnam/kon-tum</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Vietnam</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Fri, 8 Aug 2008 01:07:00 GMT</pubDate>
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      <title>verso sud</title>
      <description>&lt;p&gt;Lasciamo Hanoi accaldati e storditi dai clacson e atterriamo in una sera lunare a Danang. Non ci sono piu' basi americane e c'e' un silenzio calmo, una tranquillita' nuova. Ci scortano in cyclo Stanlio &amp;amp; Ollio e ci portano a cena nell'unico ristorante ancora aperto alle nove e mezza di sera, la pizzeria Flamenco, dove per flamenco si intende La isla bonita.Per la prima volta qualcuno ci chiede i nostri nomi e da dove veniamo e ci parla della guerra. Qui c'e' China Beach, Apocalipse now e' dietro l'angolo e nessuno smette di pensarci.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Piu' a sud c'e' Hoi An, lenta e luminosa. C'e' una pace qui che vien voglia di prendere il fiume e lasciarsi portare. Attorno, le risaie di un verde che noi non conosciamo cosi' acceso, ma comunque io penso a Pavese e al suo Piemonte, alle parole che vorrei rubargli per dire di questa lentezza, quasi ferma.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I vietnamiti ti impongono pazienza e io devo scavare per trovarla. E' un esercizio, una fatica per noi, ma miglioriamo.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22214/Vietnam/verso-sud</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Vietnam</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Tue, 5 Aug 2008 22:15:00 GMT</pubDate>
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      <title>hanoi</title>
      <description>&lt;p&gt;La immaginavo viola e ferma, come nei libri di Marguerite Duras. Mi aspettavo che l'Indochine fosse racchiusa tutta sulle sponde del lago di Hanoi o nelle imposte socchiuse dei suoi palazzi strettissimi e invece e' come se mi avessero spinta nel traffico di un'autostrada. E nell'autostrada viaggiano solo motorini, a migliaia, come mosche impazzite. Hanoi puzza di gas di scarico e camminarci e' cosa per pochi dato che non sembrano esserci regole nel traffico. E invece una c'e' ed e' fondamentale: andare sempre alla stessa velocita' senza mai rallentare, qualsiasi sia il mezzo di locomozione. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Fa caldo, un caldo umido che appiccica i vestiti e rende le gambe e le braccia pesanti e gonfie. Io penso continuamente agli americani, a quelli che in questo caldo ci sono morti ragazzini, senza sapere perche' e senza chiederlo e quando poi parlo a un vietnamita, a questi uomini piccolissimi e indaffarati, a tratti mi sembra di vedere in loro una fierezza nascosta e paurosa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si gira in taxi, in moto o in cyclo. Sul cyclo non volevo salirci, forse piu' per paura di provarci gusto a farmi scarrozzare come una colonialista francese degli anni Quaranta che per rispetto del nostro autista. Alla fine ci ha chiesto tre volte piu' della tariffa normale: lui era contento e la mia coscienza tranquilla.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/22060/Vietnam/hanoi</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Vietnam</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Thu, 31 Jul 2008 02:38:00 GMT</pubDate>
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      <title>bangkok</title>
      <description>&lt;p&gt;C'e' un cielo alto che ai milanesi fa un po' paura e a tratti c'e' un caldo da stare fermi. Ma in Asia si puo'anche fare, si puo' stare fermi a guardare la gente che passa e ricevere solo sorrisi e nessuna occhiata curiosa. Ci sono palazzi che non finiscono mai, strade di 400 chilometri che partono da qui e attraversano mezza Thailandia e ci sono Buddha d'oro e monaci bambini che all'uscita dal tempio aspettanto il vaporetto su una banchina. C'e' un albergo come il nostro che ancora esiste nonostante il caro vecchio paternalismo europeo sia stato schiacciato da Gandhi e dall'economia cinese: si chiama Atlanta e lo gestisce Herr Henn, un tedesco psicolabile che detesta il privitimismo postmoderno dell'Occidente (parole sue)e sente nostalgia dei magnifici giorni negli anni Cinquanta in cui all'Atlanta scendevano addirittura regine e capi di stato. Rimane una piscina un po' dimessa, una hall da film in costume e molti languidi gatti. Noi bighelloniamo stancamente e cerchiamo qualche chiacchiera con i thai, che e' gente simpatica e accogliente: non alzano mai la voce e ridono di imbarazzo se fanno qualcosa che possa recarti disturbo, come non sapere dove si trova la strada che stai cercando. Bangkok e' imprendibile, e' tutto quello che non ti aspetti, e' avanti mille anni luce ed e' rimasta quella di ieri, bagnata da una luce d'oro e silenziosa.&lt;/p&gt;</description>
      <link>https://journals.worldnomads.com/ale-giuli/story/21980/Thailand/bangkok</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Thailand</category>
      <author>ale-giuli</author>
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      <pubDate>Tue, 29 Jul 2008 02:08:00 GMT</pubDate>
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