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    <title>fedefranca</title>
    <description>fedefranca</description>
    <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/</link>
    <pubDate>Fri, 21 Nov 2008 09:27:47 GMT</pubDate>
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    <item>
      <title>Rieccoci a Port Blair. Rieccoci sotto la pioggia.</title>
      <description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Rieccoci a Port Blair.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Rieccoci sotto la pioggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo una fortunatissima settimana passata senza prendere neanche una goccia d'acqua, oggi alle undici, ora di lasciare la nostra capanna, e scoppiato il diluvio universale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per lo meno andarcene da quel paradiso terrestre che e Havelock Island ci e sembrato meno difficile.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; Ma andiamo con un po' di ordine, sono passati dieci giorni dall'ultima volta che abbiamo scritto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prendendo una decisione piu con la pancia che con la testa, abbiamo comprato i biglietti per Port Blair e siamo partiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il nostro arrivo a Port Blair e stato salutato dalla pioggia. Tanta pioggia, al punto che abbiamo cominciato ad avere dei dubbi di avere fatto un errore a venire fino qui.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oltre tutto la citta non e cosi interessante come pensavamo, ma forse e la pioggia a farci vedere grigio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Decidiamo di partire il giorno dopo per Havelock, ma anche solo il fatto di sapere a che ora e il traghetto si rivela un'impresa: per dieci volte che  chiediamo ci vengono date dieci risposte diverse.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La mia impressione e che qui, piuttosto che dirti che non sanno e non darti una risposta, qualcosa si inventino.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla fine l'unica possibilita si rivela essere quella di prendere un tuk tuk e ab\ndare al porto a controllare di persona.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per fortuna, oltre a quello delle sei, c'e anche un traghetto all'una.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piove tutta notte e il nostro umore pegguiora, ma al momento della partenza ha finalmente smesso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con qualche difficolta riusciamo a fare il biglietto e a partire, il tempo migliora, e dopo 4 ore siamo ad havelock e c'e anche un po di sole. L'isola e coperta di palme e giungla e l'acqua e cristallina. L'umore e decisamente migliore.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il breve tragitto in tuk tuk per raggiungere la guest house suggerita da due ragazzi inglesi ci fa rendere conto che l'isola e meravigliosa, pochissimo costruita, con giungla, risaie, bufali e capanne sulla spiaggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ci sistemiamo su una di queste capanne e qui passeremo la seguente settimana, tra giri in bici, motorino, bagni e una bella escursione in barca alla Elephant Beach, dove la barriera corallina e meravigliosa e piena di pesci incredibili.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Le giornate volano e ormai si avvicina il ritorno.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La testa comincia a spostarsi sul viaggio di ritorno e sulla ripresa della nostra vita normale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fra cinque giorni saremo in Italia e siamo veramente contenti di come e andato questo viaggio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/22799.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Fri, 22 Aug 2008 12:55:00 GMT</pubDate>
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      <title>12 agosto 2008, Pondicherri</title>
      <description>12 agosto 2008, Pondicherri&lt;div&gt;Eccoci a Pondicherri.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il monsone qua giu a sud sta proprio passando.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il primo giorno a Mamallapuram ha piovuto spesso, il secondo quasi niente, il terzo giorno c'e stato un po di sole.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Oggi, qua, ci siamo svegliati, con un cielo azzurro come non lo vedevamo dal Ladakh.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Mamallapuram e' un posto piacevolissimo, con tante pensioni e ristoranti sulla spiaggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il sito archeologico, con i templi  del VII secolo scavati nel granito, e splendido.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il mare pero, come ci aspettavamo , non e tanto bello, sembra un po' l'adriatico romagnolo, ma piu pericoloso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Guindi dopo tre giorni e' venuto il momento di andare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pondicherri e' bella e strana.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un canale divide in due la citta da nord a sud, separando la parte sul mare, che e quella coloniale francese, pulita, ordinata, con i marciapiedi e un bellissimo parco, da quella interna, che e invece una tipica citta indiana, coi suoi colori e il suo caos.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;I francesi non ci sono piu, se non come turisti, ed e un po straniante vedere questa citta, che potrebbe sembrare piu sudamericana che indiana, invasa di sari.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stranamente trovare da dormire e stato difficile, ci sono alberghi di lusso, ma molto di lusso, e poche guesthouse economiche che non siano gestite dagli ashram.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cosi' siamo capitati in uno dei posti piu squallidi di tutto il viaggio e abbiamo dormito malissimo su un letto che sembrava di pietra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al risveglio ci rendiamo conto che cominciamo ad avere addosso un po' di stanchezza, e abbiamo voglio di un po' di totale relax.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Decidiamo cosi di provare a vedere se troviamo ancora dei biglietti per andare alle Andamane, a fare dieci giorni di totale relax sulla spiaggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Fino ad ora gli aerei che abbiamo preso non sono mai stati pienissimi, quindi forse c'e qualche possibilita.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qua intorno ci sono citta' con templi meravigliosi, pero muoversi richiede molte energie, e ieri sera ci siamo resi conto che non ne abbiamo cosi tante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Se non riuscimo ad andare alle Andamane proveremo a dirigerci verso Auroville.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Auroville e' la citta-comunita fondata da Shri Aurobindo, saggio vissuto negli anni trenta, dove si puo soggiornare come semplici ospiti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il posto mi incuriosisce abbastanza, ma potrebbe essere anche uno di quei luoghi da cui e immediato l'istinto di scappare.Se cosi fosse potremmo provare le spiaggie turistiche a sud di Pondicherri, e vedere come e li.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ora proviamoad andare a comprare i biglietti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/22448.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 05:25:00 GMT</pubDate>
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      <title>Pondicherry 12 agosto 2008.</title>
      <description>Siamo a Pondicherry, a 4 ore di strada a Sud di Chennay. Scrivo da un internet point in una galleria commerciale asfissiante con un sottofondo musicale costituito da un &amp;quot;om&amp;quot; elettronico ripetuto all'infinito. Saro' quindi davvero breve! La parte antica della citta' coloniale e' bella e insolitamente pulita. Pessima invece la situazione pensioni e deludenti i ristoranti. Il mare non e' assolutamente balneabile. Pensiamo quindi di riprendere in considerazione le isole Andamane per gli ultimi giorni. Sentiamo di avere bisogno di un po' di riposo e di bel mare. L'alternativa sarebbe Auroville. A pelle pero' il clima new-age che mi sembra ci sia li' non mi ispira nemmeno un po'. Siamo un po' provati, dopo tanti giorni, dalle decine e decine di venditori, finti mendicanti, tassisti e omnipresenti venditori kashmiri che distolgono la nostra attenzione sempre e ovunque. Vedremo dove andare. Federico</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/22447.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Tue, 12 Aug 2008 05:11:00 GMT</pubDate>
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      <title>Fuga da Jammu, arrivati a Delhi sani e salvi. Scritto il 6 agosto 2008.</title>
      <description>&lt;p&gt;Siamo appena arrivati a Delhi. Avendo fatto buona pubblicita' all'Hotel dove siamo tornati ci hanno upgradato a una suite lussuosa. Domani ripartiamo per Chennai in aereo. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da Jammu siamo scappati appena in tempo. Ci sono state brutte vicende li'. Ci ha fatto impressione vedere le prime pagine dei giornali il giorno dopo. Viaggiare e' sempre un po' rischioso. Siamo comunque riusciti a gestire la situazione. Ad esempio non abbiamo preso il taxi esoso che ci avrebbe condotto, lo abbiamo scoperto poi dai giornali, proprio dove sono avvenuti scontri tra polizia e manifestanti con 2 morti. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;La giornata ad Amritsar e' stata molto intensa e bella. La descrivero' prossimamente.&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;Federico&lt;/p&gt;</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/22247.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Iraq</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Wed, 6 Aug 2008 13:50:00 GMT</pubDate>
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      <title>Piccola filosofia dalla stazione di Jammu, aspettando il treno per Amritsar. 4 Agosto 2008 </title>
      <description>&lt;div&gt;E' passato piu' di un mese dall'inizio del nostro viaggio. Togliendo una settimana quasi di piccole malattie restano poco piu' di tre settimane. E' stato tutto cosi' intenso che ci sembra di essere in viaggio da 3 o 4 volte piu' tempo. Stiamo anche facendo un po' il punto, dirigendoci verso Sud, dove sappiamo sara' tutto di nuovo diverso. E' come ripartire per un'altro viaggio. Dall'estremo Nord montagnoso e secco al Sud umido, caldo e antico. Raccogliamo le impressioni, le idee, i ricordi recenti che ci sembrano gia' di molto tempo fa. Stiamo cercando di capire qualcosa delle persone che abbiamo incontrato e delle situazioni in cui ci siamo trovati. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In Ladakh ci siamo trovati molto bene con le persone del posto. Montanari, schietti, sorridenti, soddisfatti della vita che fanno e dei posti che abitano. Vivono quotidianamente alcuni dei principi piu' belli del buddhismo: il sentire ogni cosa in relazione con il tutto e quindi con se stessi, il pacifismo, la sacralita' di ogni azione. Ci e' piaciuto il padrone della nostra pensione che felice ci ha detto che ogni mattina offre i fiori non recisi del suo magnifico giardino a Buddha. Perche' reciderli, se sono piu' belli vivi, Buddha capisce, ci ha detto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io invece, pur non avendo avuto particolari aspettative, non provo alcuna simpatia per i monaci buddhisti di qui. Tra loro ci saranno anche Illuminati e grandi personalita'. Noi pero' abbiamo incontrato solo gente che sopra alla gonna rossa veste abiti firmati, occhiali di marca, telefonini, guida moto o auto nuove. Mentre gli altri sgobbano per permettere loro, tramite le offerte, un tenore di vita impensabile per gli altri indiani, questi furbacchioni di monaci vanno a zonzo limitandosi al loro unico obbligo: un'ora di preghiera la mattina presto. Trangugiano succhi di frutta da Tetrapak, scatarrando in giro per i monasteri e si grattano allegramente i coglioni (sic.) sotto alla tunica, mentre donne e uomini straccioni sgobbano al posto loro per la manutenzione dei monasteri. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Al monastero di Rizon ho incontrato un vecchio lama. Mi ha subito chiesto di dargli delle rupie. Quando gli ho detto che non gliele avrei date si e' semplicemente disinteressato a me.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un'altra categoria di persone ci ha fatto una pessima impressione. Gli autisti delle Jeep e Suv delle agenzie turistiche e di Trekking. Quando siamo rimasti in panne con la moto non abbiamo avuto il minimo aiuto come sarebbe stato naturale persino da noi. Si sono arricchiti troppo in fretta e hanno preso la parte peggiore del nostro modo di fare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per quanto riguarda i contatti con gli altri indiani, fino ad ora ci siamo trovati molto bene. Certo, anche qui ci sono furfanti e persone cattive, ma normalmente ci sentiamo in buona sintonia nonostante si sia cosi' diversi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Quello che piu' ci piace e' che qui non c'e' la diffidenza e il continuo conflitto che fa parte del nostro modo di vivere quotidiano occidentale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Si prova un autentico piacere a salutare le persone e a vedere ricambiati i nostri frequentissimi sorrisi. Come a dire al di la' delle parole:e' bello che siamo tutti qua, vivi, nello stesso posto, a fare le nostre esperienze, ciascuno con le proprie forze e con le proprie fortune o sfortune. Ci si sente parte della stessa antichissima umanita'.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Federico&lt;/p&gt;</description>
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      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Mon, 4 Aug 2008 07:59:00 GMT</pubDate>
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      <title>Da Leh a Jammu verso Amritsar, lunedi' 4 agosto 2008</title>
      <description>Da Leh a Jammu verso Amritsar, lunedi' 4 agosto 2008&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo a Jammu. Come previsto arrivare qui e' stato uno shock climatico. Non ci saremmo aspettati pero' anche lo shock di arrivare in una citta' completamente militarizzata. Per arrivare dall'aeroporto (deserto) alla stazione (sovraffollata) abbiamo passato con difficcolta' almeno 5 posti di blocco. Filo spinato, strade insolitamente (per l'India) vuote. Se avessimo saputo che questa e' la situazione avremmo saltato Amritsar e avremmo preso il volo diretto per Delhi. Fare la fila per i biglieti del treno per andare prima possibile via di qui, verso Amritsar a Sud, e' stata dura, ma ce l'ho fatta. Ora scrivo da un mini loculo che funge da inaspettata postazione Internet.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riprendo il filo della descrizione di Franca dal nostro giro con l'Honda &amp;quot;Hero Ambition&amp;quot; di 135 cc (!). Abbiamo lasciato Lamayuru attraverso incredibili formazioni rocciose chiamate &amp;quot;moonland&amp;quot; per andare a visitare il tempio buddhista di Wanla. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;A poche centinaia di metri dalla meta il pneumatico posteriore gia' stravecchio cede e restiamo a piedi. E' cio' che temevamo: trovarci con la moto rotta distanti da qualsiasi centro abitato dove far riparare le prevedibili avarie di una piccola moto cosi' malandata. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Chiedo aiuto a un signore del luogo; mi ricorda un Sancho Panza un po' dimagrito. Nessun meccanico o gommista nei paraggi. Mi faccio accompagnare a cercare un taxista per andare a prelevare un aiuto nella cittadina a una trentina di km. Il taxista non si trova. Non cedo alla disperazione. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo durissime contrattazioni, comunque con un gran sorriso, affitto a un prezzo, ragionevole per noi, esagerato per un indiano, un autobus! Carichiamo la moto a forza dentro l'autobus (Incredible India) e passiamo a prendere l'esterefatta Franca che mi aspettava intanto in una bettola-bar. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Prima del centro abitato troviamo un rudimentale gommista a fianco a una bettola da camionisti in mezzo al nulla. Siamo decisamente un diversivo per gli annoiati avventori. Foto di rito con tutti gli indiani militari e civili presenti e non meno di 20 persone che attorniano le operazioni di riparazione della gomma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Togliendo la ruota posteriore il feno cade letteralmente a pezzi e si sparpaglia nella sabbia dell&amp;quot;officina&amp;quot;. Il gommista e i tanti aiuti improvvisati raccolgono i pezzi del freno e li ricompongono nell'alloggiamento della ruota. Ovviamente non puo' funzionare, ma siamo in India. Per loro sembra esserci una forza sovrannaturale che fara' funzionare la reliquia-freno anche se le leggi della fisica e della meccanica dicono che e' impossibile. E' anche impossibile che tutti i mezzi che circolano nelle loro citta' non si scontrino costantemente. Eppure e' cosi': tutto il traffico scorre senza incidenti. Solo in una terra popolata di cosi' tanti templi, monasteri e divinita' puo' accadere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo non meno di 15 tentativi infruttuosi di rimettere tuti i pezzi del freno al loro posto, decido che io tutta questa fede nella meccanica divina non ce l'ho e sottraggo il freno-reliquia preferendo viaggiare con un freno in meno ma non correre il rischio di avere la ruota bloccata all'improvviso.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pian pianino raggiungiamo il villaggio di Timisgong. Dopo una notte in un'autentica casa ladakha ripartiamo e riforiamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' troppo! Chiamiamo il padrone del noleggio moto. Franca con grande capacita' di mediazione spiega che lasceremo la moto a Timisgong e che ce ne torneremo a piedi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Un po' di fortuna ci fa trovare insperati taxi per tornare a Leh.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Troviamo un accordo anche con il noleggiatore di moto. E' una brava persona anche lui, gli raccomandiamo pero' di fare piu' attenzione a cosa noleggia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Federico&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;</description>
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      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Mon, 4 Aug 2008 07:24:00 GMT</pubDate>
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      <title>2 agosto</title>
      <description>&lt;p&gt;rieccoci qui a fare un aggiornamento sulle giornate passate. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;27 luglio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Siamo finalmente in forma e abbiamo una gran voglia di metterci in movimento. Cerchiamo una moto tutta la mattina, e ci rendiamo conto che non e cosi facile. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;All'ora di pranzo siamo parecchio demoralizzati e appiedati, salta anche la possibilita della moto dell'amico del ragazzo del ristorante. Il giorno precedente abbiamo conosciuto un giovane taxista mussulmano, di nome Hanif, che si e dimostrato molto onesto e con cui siamo rimasti in amicizia. Alla mattina lo abbiamo incontrato e ci ha accompaagnato in giro a cercare una moto. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per non buttare la giornata decidiamo di chiamarlo e chiedergli se ci puo portare a spituk, un monastero a pochi chilometri da Leh. Hanif passa a prenderci, e tra molte chiacchiere in uno sgangheratissimo inglese (suo e nostro), arriviamo al monastero.&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Hanif ci aspetta  al taxi e noi abbiamo la fortuna di assistere alla preparazione dei fogli stampati con migliaia di &amp;quot;ohm mani padne um&amp;quot;: migliaia di fogli gialli che svolazzano nel cortile, e che andranno a riempire la nuova ruota delle preghiere.&lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La parte piu antica del monastero, in cima alla montagna, contiene una grande e veneratissima divinita indu...Monastero buddista, divinita indu, come ci viene spiegato con orgoglio dal taxista mussulmano...meraviglie dell'india!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla fine della visita e ancora abbastanza presto, e hanif ci fa la sua proposta: fare qualche chilometro in piu e andare a trovare la sorella, nel loro villaggio, per bersi un the assieme.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ovviamente accettiamo con piacere.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il resto della giornata passa di casa in casa, a conoscere tutta la famiglia, mangiare albicocche dall'albero, vedere campi ed animali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riceviamo inviti  a cena  e a fermarci a dormire, che  non possiamo accettare perche fede sta ancora prendendo medicine e deve tornare alla guest house.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;In ogni modo la giornata, iniziata stancamente,  si e riempita di emozioni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Alla sera dobbiamo insistere con convinzione per riuscire a pagare almeno il tragitto fino a spituk, e andiamo a dormire frastornati e contenti.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;28 Luglio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Riusciamo a trovare una motina, una piccola Honda, e andiamo verso sud, risalendo il corso dell Indo, per visitare il monastero di Hemis, uno dei piu grandi del Ladakh.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Girare in moto e tutta un'altra cosa, si gusta ogni km di strada, ci si prende il proprio tempo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Anche se il monastero non e spettacolare come ci saremmo aspettati, la valle in cui si trova e veramente meravigliosa.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Torniamo a casa asciugati dal sole e contenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Domani prenderemo la stessa motina, con l'intenzione di tenerla un paio di giorni.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;29 Luglio&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abbiamo la moto: piccola Honda, cilindrata presunta 100 cc, forse 150.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo riusciti ad ottenere due caschi quasi decenti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abbiamo messo in zaino qualche vestito di ricambio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Siamo pronti per lanciarci nell'esplorazione della parte nord della valle dell'indo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Destinazione Lamayuru, se riusciremo ad arrivarci.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con velocita da Vespa, zaino in spalla (mie spalle), partiamo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il primo tratto di strada e dominato da immensi campi militari, ma fatti pochi chilometri il paesaggio diventa grandioso: deserto roccioso, immenso, con strisce di verde rigogliosissimo lungo l'indo e i corsi d'acqua secondari, vere e proprie oasi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dopo un ottimo pranzetto a Nimmu, decidiamo di tornare indietro di qualche chilometro per percorrere a ndata e ritorno il tratto di strada che costeggia il fiume zanskar.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Canyon e grandioso, i paesaggi si imprimono nella mente e sara difficile dimenticarli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Poi ci dirigiamo verso Alchi, siamo un po'ottimisti sui chilometri da percorrere e sul tempo che ci resta, e alla fine arriviamo che e quasi buio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Giusto il tempo di posare la moto e cala la notte, che qua non ti avverte con grande anticipo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Troviamo una camera in una guest house in una casa tradizionale, riusciamo anche questa volta ad ottenere delle lenzuola pulite e un secchio di acqua calda, doccia, cena e a nanna presto.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fra&lt;/div&gt;</description>
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      <category>Travel</category>
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      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Sun, 3 Aug 2008 12:34:00 GMT</pubDate>
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      <title>Babytrekking e 6000 Himalayani, scritto a Leh il 26 luglio 2008.</title>
      <description>Leh e' strapiena di agenzie che organizzano tutti i tipi possibili di trekking, rafting, "spiritual trekking" (non sappiamo cosa intendano ne' lo vogliamo sapere, state tranquilli). 

Patrick vuole salire sullo Stock Kangri: 6125 metri, ghiacciaio in cima. Partick e' un bel pompiere, atletico, montanaro, sguardo diretto, sorriso aperto. Chiama tutti "Pierre". Sa risolvere le situazioni. Laura la sua bella moglie e' anche lei una montanara. Se non soffrisse di celiachia si capisce che sarebbe pronta a ogni avventura anche gastronomica. Nicoletta e Marilena, la mia istruttrice di iniezioni sono le due loro amiche: coraggio e adattabilita' enormi. Stiamo benissimo in loro compagnia. 

Ma lo Stock Kangri no, non fa per noi. Quest'anno non siamo allenati nemmeno per gli appennini, figuriamoci per un 6000 himalayano.

Patrick e la sempre piu' coraggiosa Nicoletta si informano in qualche agenzia.
Propongono loro ascensioni senza corde, senza le attrezzature indispensabili, senza nemmeno chiedere loro se sono gia' acclimatati e quale esperienza abbiano.

I soldi dei turisti occidentali accecano e si capisce a quali conseguenze possano portare. 

Nemmeno per Patrick che e' un montanaro esperto (anzi proprio per questo) vale la pena rischiare.

Ci rivolgiamo quindi all'agenzia consigliataci dagli zii Giovanna e Paolo e dal cugino di Franca, Francesco: la Amitaba di Tinless.

Tinless ha un bello sguardo. Onesto. Fa piacere parlare con lui. Ci accordiamo per un piccolo trekking in mezzo ad alcuni villaggi per il giorno dopo. Verremo a sapere poi che viene chiamato "Babytrekking" perche' e' facilissimo e corre a fianco alla strada asfaltata.

Il trekking non ci soddifa per vari motivi. Il giorno dopo passo due ore nell'agenzia di Tinless a spiegare come si sarebbe potuto migliorare il servizio, faccio varie proposte per altri tipi di itinerari. Tinless, oltre che onesto e' intelligente, cosi' come la guida Norboo, soprannominato da Patrick "John Lennon". Capisce che le informazioni che ho raccolto tra tutti noi e che gli sto ora riferendo valgono, valgono molto. Alla fine del colloquio veniamo risarciti per cio' che non ha funzionato nel cosiddetto "Babytrekking", ci salutiamo, anzicche' delusi, come nuovi buoni amici. Certo se avessimo bisogno di altri servizi turistici ci rivolgeremmo a lui e ad Amitaba. Soprattutto per l'onesta'. Impagabile in India.

Da questa piccola esperienza montanara passeremo praticamente una settimana frustrante per tutti i problemi intestinali scansati fino a prima. Io sono stufo di vedere gli stessi locali e vie.

Oggi sto scrivendo mentre aspettiamo che un privato ci noleggi un moto. Non ne vogliamo sapere di rischiare di nuovo su quelle gia' noleggiate. Speriamo di riuscire ad ottenerla perche' ormai i giorni passano e abbiamo approfittato davvero poco di cio' che di bello c'e' qui attorno. 

Abbiamo comprato i biglietti dell'aereo per Jammu per visitare Amritsar e il Golden Temple Sikh il 4 agosto. Poi ci dirigeremo via Delhi in Tamilnadu a Sud, salvo cambi di programma.

Spero potremo aggiungere nuove impressioni del Ladakh prima di ripartire.

Federico</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/21907.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 09:19:00 GMT</pubDate>
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      <title>Nei dintorni di Leh, scritto a Leh il 26 luglio 2008</title>
      <description>&lt;div&gt;&lt;div&gt;Poche cose ricordano di essere in India qui. Schiere di venditori Kashmiri omnipresenti, seduti sul marciapiede, che monotoni ti invitano -&amp;quot;look inside&amp;quot;- a guardare le loro mercanzie tutte uguali. I piccoli lustrascarpe che vengono a fare la stagione turistica qui, come i massaggiatori di Calcutta, la polizia e i tanti militari. Per tutto il resto non siamo in India, o meglio, la grande India e' anche questo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il cielo e' di cristallo, come le cime lontane a 6000 metri, l'aria e' meno devastata dai diesel e dalle solite puzze, sulle case sventolano migliaia di bandierine colorate con le preghiere buddhiste. Stupa o chorten persino sugli spartitraffico. Sono tumuli di mattoni di fango e sassi imbiancati a calce che, ci hanno detto, rappresentano il corpo di Buddha. Spesso se ne vedono 3 allineati: uno giallo, uno bianco e uno blu. Il primo rappresenta l'intelligenza e la conoscenza, quello centrale la compassione, l'ultimo l'energia e la forza.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Qui in Ladakh non ci sono architetti. Ciascun ladakho impara o meglio, imparava, a costruire la sua casa con l'aiuto dei vicini e amici vari. Meravigliose semplici grandi case di massimo 3 piani in mattoni di terra cruda, tronchi e rami di salice per i solai e finestre esposte a sud. Tetti piani ricoperti di terra e erba ad essicare d'estate. Ciascuna famiglia possedeva da generazioni qui 3 o 4 ettari di terra tutto attorno per coltivare, pascolare e vivere in completa autosufficienza. Purtroppo ora la speculazione dell'&amp;quot;industria pesante&amp;quot; del turismo fa si che a fianco alle belle case tradizionali sorgano orribili camere da affittare in cemento con i ferri d'armatura che minacciano altri orribili piani sopra a quelli gia' realizzati precariamente.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;La Womans Alliance Society cofondata da Helen, una signora svedese, qualche decennio fa, si occupa di salvare quanto di bello ci sia della cultura e del modo di vivere ladakho.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;C'e' anche un centro per l'ecologia che si occupa di uso di risorse ed energie alternative. Purtroppo non hanno completa chiarezza su tutti i problemi da risolvere. Ad esempio come smaltire, alla fine del loro cilo di vita, le migliaia e migliaia di batterie con le quali hanno attrezzato monasteri e case assieme a pannelli solari fotovoltaici. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;I primi giorni ce la prendiamo comoda. Piccole passeggiate per acclimatarci all'altitudine (3500 msl), grandi cene e risate con i nosti nuovi amici: Marilena, Nicoletta, Laura e Patrick.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Proviamo a noleggiare 2 vespe e una motoretta per visitare qualche monastero vicino a Leh. Sono dei catorci, ma non troviamo di meglio. Almeno, con tanta saggia insistenza, riusciamo a ottenere anche qualche provvidenziale casco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A una vespa si stacca quasi la ruota posteriore, la seconda vespa non ha praticamnete la frizione. La motoretta di marca cinese decide che i giorni della sua frizione sono anch'essi finiti e che il pneumatico anteriore e' sufficientemente liscio per far planare dolcemente Franca e Marilena sull' asfalto. La guida comunque lenta e prudente, i caschi e comunque un po' di fortuna limitano i danni a un gran (mio) spavento e a qualche abrasione sulle braccia di Franca. Marilena non si fa assolutamnete nulla inventando la nuova posizione di Hata Yoga dinamico del grillo che zompetta.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ovviamente riportiamo immediatamente noi stessi e moto a Leh e dopo qualche indecisione se prendercela di piu' con noi stessi o con il nostro noleggiatore risolviamo il tutto lasciandogli anche i serbatoi ancora pieni.  &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Purtoroppo la schiena di Franca gia' provata dalla jeep riceve un ulteriore innesco con la caduta e inizia a farle davvero male.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Io passo almeno 2 giornate tra presunti medici, farmacie che vendono anche tessuti e un vechietto arterisclerotico e semiparalizzato che dovrebbe fare una puntura intramuscolare antiinfiammatoria a Franca.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Con un po' di inevitabile millantato credito riesco finalmente a procurarmi il necessario per le iniezioni e Marilena che e' esperta solleva Franca per un po' dal suo problema con una bella iniezione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Data la situazione mi faccio fare un minicorso istantaneo di punture intramuscolare da Marilena, esercitandomi sul materasso della pensione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ovviamente Franca e' enormemente scettica sulle mie capacita'. Nemmeno il fatto che sappia disegnare come un plotter la rassicura. Invece quando occorre un'altra iniezione Franca nemmeno se ne accorge. Mi sono autopromosso al rango di iniettore intramuscolare indolore. Se avete bisogno chiamatemi, sono pronto, siringa tra i denti.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/21905.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>India</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Sat, 26 Jul 2008 08:36:00 GMT</pubDate>
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      <title>Da Manali a Leh, scritto a Leh il 25 luglio</title>
      <description>Appena ora riesco ad aggiornare il blog. Abbiamo avuto diversi problemi di salute. Franca ha risolto la sua dissenteria con gli antibiotici. Appena Franca e' guarita ho avuto io lo stesso problema con un simpatico blocco intestinale. Abbiamo provato anche la medicina tradizionale Amchi, ma non si e' rivelata efficace, anzi, controproducente. Dopo i crampi orribili di ieri ora stiamo tutti e due bene anche se un po' deboli. Pian piano ci stiamo rimettendo in forze. Franca ha gia' descritto il viaggio da Manali a Leh in Jeep con l'autista bramino benevolo. Io aggiungo solo un paio di dettagli. Il nostro pasto in una delle bettolacce dove il nostro autista ci ha fatto sbarcare avendo anche li' qualche amico e' stato indimenticabile. Non ha avuto le temute conseguenze intestinali perche' io mi sono rifiutato di mangiare la trippa verde e altre interiora non ben identificate con qualche pezzo di giornale attaccato qui e la'. Franca piu' coraggiosa ed adattabile di me ne ha mangiato una parte. La sera dopo il primo giorno di Jeep siamo arrivati al campo tendato a 4200 metri per pernottare. Qui abbiamo incontrato un ricco propietario di alberghi indiano in viaggio di piacere con la propria jeep personale, moglie e coppia di amici. Simpatico, loquace e incredibilmente vicino al presumibile aspetto dell'abominevole uomo delle nevi. Si parla del piu' e del meno ingannando la stanchezza per lo sballottamento in jeep, la fame e il freddo tagliente. A un certo punto l'amico dello Yeti ci propone di provare a meditare con lui. Ci infiliamo nella grande tenda che funge da sala pasto e il nostro istruttore si mette uno dei piatti della tavola pronta per la cena in equilibrio sopra alla testa e ci dice di fare lo stesso. Franca ed io un po' scettici, un po' divertiti stiamo ad osservare. A questo punto entra uno degli aiutanti del campo tendato per darci da mangiare. Alto un metro e 10 con una vociona profonda come una valle Himalaiana. Il poverino non sa che fare vedendo questa buffa scena. Il piatto viene rimesso sulla tavola e la nostra spiritualita' rimane inattaccabile. La notte trascorre quasi del tutto insonne pero' senza i temuti effetti dell'altitudine. Qualche esercizio di respirazione e i nostri preziosi estratti erborisitici sicuramente collaborano. Il giorno dopo paesaggi mozzafiato ci ricompensano delle tante ore di jeep su strade pessime. Arriviamo a Leh. Io sono troppo stanco per rendermi ben conto del cambio di paesaggio, di tipi di edifici e dei visi bellissimi dei ladakhi. </description>
      <link>http://journals.worldnomads.com/bompresso/post/21888.aspx</link>
      <category>Travel</category>
      <category>Indonesia</category>
      <category>India 2008</category>
      <author>bompresso</author>
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      <pubDate>Fri, 25 Jul 2008 07:52:00 GMT</pubDate>
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